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L’Host ha dato spazio ad un evento nuovo ed unico nel suo
genere: un test sui consumi energetici delle macchine da
gelato, specificatamente quelle nel cuore del laboratorio del
gelatiere artigiano, vale a dire pastorizzatore e mantecatore.
Non era mai successo prima che aziende del settore, al di là
della propria strategia di marketing, si sottoponessero ad un
test del genere organizzato da “Sistema Italiano Gelato” e
misurato da un Ente certificatore esterno, nella fattispecie
TIFQ.
La non competitività del test è stato un valore aggiunto, in
quanto in questa fase dimostrativa era importante evidenziarne
le caratteristiche.
Le aziende partecipanti hanno sposato un modello etico nei
confronti del mercato, auspicando di essere “apripista” per il
prosieguo di nuove iniziative per tutto il settore.
Le aziende ed enti coinvolti in questa operazione sono state:
SIG - Sistema Italiano Gelato
TIFQ - Istituto per la Qualità Igienica delle Tecnologie
Alimentari
Bravo s.p.a.
Corema - Telme s.p.a.
CRM - Telme s.p.a.
Frigogelo s.r.l.
Technogel s.p.a.

Il Sistema Italiano Gelato è un marchio collettivo che
promuove non singoli elementi produttivi, ma l’idea di fare il
gelato secondo canoni di eccellenza, trasparenza e correttezza
dei propri aderenti.
L’Istituto per la Qualità Igienica delle Tecnologie Alimentari
supporta le aziende costruttrici di tecnologie alimentari
sviluppando procedure che consentono d’ottemperare alle
normative vigenti, verificando documenti tecnici, eseguendo
prove di laboratorio e realizzando il “dossier tecnico” per le
autorità di controllo.
È in grado, inoltre, di effettuare verifiche di carattere
igienico-sanitario sul prodotto finito che permettono di
qualificare ulteriormente la tecnologia garantendo, oltre al
rispetto della conformità normativa, l’igienicità della
progettazione.
C’è da sottolineare che le aziende del settore partecipanti
sono presenti in tutto il mondo con “un’anzianità di servizio”
di tutto rispetto.

Per l’attuazione del test, TIFQ ha predisposto, in accordo e
con l’approvazione delle aziende partecipanti, un regolamento
operativo che prevede, fra l’altro:
1 Determinazione delle scelte logistiche e organizzative
2 Definizione ed acquisizione dei parametri, incluse le
modalità, i tempi
e le procedure
3 Elaborazione dei dati

I dati e parametri acquisiti sono:
- parametri sulle tempistiche (t)
- parametri delle rampe termiche1
- parametri delle temperature sul prodotto °C
1 Tempo necessario per la macchina per
passare da una temperatura ad un’altra (i.e. T0
ambiente -> T1 85°C)

Per una più approfondita comprensione e misurazione dei dati,
il ciclo di pastorizzazione viene suddiviso in n° 2 cicli
distinti:
1 Rappresenta la rampa termica dalla T0 della
miscela di ingresso,
misurata uguale per tutti, alla T1 della miscela a
85±2°C
2 Rappresenta la rampa termica della T1 alla T2
della miscela a 4±2°C
Il ciclo di mantecazione viene diviso in due fasi con due
differenti misurazioni dei consumi.
La prima fase del test, con carica da 3,5 lt viene definita di
“accensione”, vale a dire una sorta di messa a regime del
mantecatore (da temperatura T0 ambiente a
temperatura T3), per renderlo pronto per la
gelatura vera e propria nella seconda carica da 7 lt, dove la
temperatura ambiente T0 coincide con la temperatura T3.
Nella seconda fase del test, quindi, l’indicazione della
temperatura è “operativa” ed è concordata ed indicata con T3
di -8±0.5°C.
Viene cronometrato il tempo (t) necessario per portare la
macchina da T0 -> T3, quando la macchina
si ferma a fine ciclo, escludendo il tempo di estrazione, la
temperatura è misurata nel gelato in vaschetta ed i consumi
energetici per la media dei due cicli di mantecazione.

I marchi ed i modelli utilizzati per il test:

I risultati:

A questo punto sentiamo l’opinione degli attori di questa
importante iniziativa:
Vittorio Bartyan - Telme
“Sono alcuni anni che il settore chiede a Fiera Milano di
ritornare importante per il mondo del gelato, Host è
un’occasione per unire il segmento Gelateria, Pasticceria e
Bar. Per quanto riguarda il Master dell’Efficienza Energetica
organizzato da “Sistema Italiano Gelato” l’obiettivo
dichiarato è la rilevazione dei consumi elettrici ed idrici,
certificata dall’Istituto TIFQ. Il test non ha una valenza
competitiva, infatti, vengono comunicati i valori medi dei
consumi ed i tempi, in rapporto una miscela specifica.
Per i pastorizzatori della capacità di 60 lt il test riguarda
il ciclo di alta pastorizzazione riscaldamento a 85°C,
raffreddamento a 4°C.
Il test è effettuato anche per i mantecatori di capacità media
(40/60kg/h), sempre con riferimento alla stessa miscela
pastorizzata nel test precedente.
Le “gelate” effettuate sono due: una da 3,5 lt e la seconda da
7 lt (per il riempimento di una e due vaschette all’italiana),
con parametro temperatura a -10°C.
In entrambi i test (pastorizzatori e mantecatori) si sommano
tutti i parametri di ogni singolo modello e quindi si divide
il numero complessivamente ottenuto per il numero di
macchine”.
Genesio Bravo - Bravo
“È importante, questa manifestazione, non tanto per vedere le
macchine, ma per mettere in evidenza il buco dell’ozono ed i
consumi energetici. Bravo, da sempre, si pone come obiettivo
la riduzione dei consumi in generale e questo evento si muove
in questo senso.
Le nuove tecnologie dovrebbero, oltre alla qualità,
classificare le macchine in base ai consumi.
Finalmente se ne sta parlando, soprattutto in prospettiva di
un mercato che è quello che è; è una buona iniziativa, anche,
per movimentare spinte a livello governativo nella direzione
della rottamazione in base alla classificazione, appunto,
delle macchine, e dei relativi consumi. Siamo molto
soddisfatti dell’evento e, soprattutto, del suo regista
Vittorio Bartyan”.
Marcello Misurini - Frigogelo
“Abbiamo fatto tanti investimenti per il risparmio dei consumi
energetici nelle macchine da gelato.
La manifestazione è importante, soprattutto in funzione
d’iniziative atte a favorire la sostituzione delle macchine,
quindi, a livello di legge, dovrebbe prendere corpo una scelta
sulla rottamazione e/o sostituzione di impianti obsoleti o con
forti consumi, non più accettabili in altri settori
lavorativi.
Nicola Iannucci - Technogel
“La mia opinione sull’evento è positiva, rappresenta uno dei
primi passi per superare le tradizionali barriere della
concorrenza fra aziende, e, quindi, per fare gruppo.
Ho accettato con entusiasmo anche perché non è una
manifestazione competitiva, ma un momento di confronto per
offrire supporti sensibili al nostro mondo. Auspico una
ripresa di questa iniziativa affinché, fra due anni, ogni
azienda possa ripresentarsi al medesimo test con consumi
ridotti.”
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Intervista al Dottor Giambelli Direttore TIFQ Istituto per la
qualità igienica delle Tecnologie Alimentari

Dr. Giambelli, la sua opinione su questa collaborazione
sviluppata ad Host con i produttori di beni tecnologici del
mondo del gelato artigianale.
“L’Italia è il riferimento mondiale del gelato artigianale, le
tecnologie per produrre il gelato italiano sono uno dei punti
di riferimento riconosciuto nel mondo cosi come
l’identificazione della qualità e della creatività Italiana.
È fondamentale da parte dei costruttori di attivare e
promuovere regole che consolidano l’immagine di eccellenza
costruttiva, sia in termini qualitativi, di risparmio
energetico e sotto il profilo igienico-sanitario. È vincente
mantenere l’alto profilo dei costruttori Italiani per un
“alimento” che è uno dei fiori all’occhiello come la pasta e
la pizza. Spetta ai leader italiani proporre sempre nuove
sfide per estendere e consolidare l’immagine della qualità e
dell’eccellenza costruttiva, garanzia indispensabile per
elevare la leadership nel mondo.
Le ragioni di questo positivo trend vanno ricercate nelle
mutate esigenze del consumatore, che sempre più spesso è alla
ricerca di prodotti con caratteristiche naturali e di
genuinità, e associa la denominazione “artigianale”
all’immagine di un alimento con valenze salutistiche e con
ottime proprietà nutritive. Proprio partendo da questo
presupposto, le moderne tecnologie consentono di adattarsi
alle nuove esigenze dei gelatieri, ridurre i consumi
energetici, con tempi di produzione più rapidi e
quantitativamente più significativi, oltre che offrire
tecnologie più sicure dal punto di vista igienico.
Ci sono regole che possano aiutare gli operatori in
questo cammino?
“Com’è noto le norme che compongono il cosiddetto “Pacchetto
Igiene” sono diventate cogenti per i settori dell’industria
alimentare a partire dal 1° gennaio 2006 e hanno introdotto
significative innovazioni alle procedure di autocontrollo
istituite con il DPR n. 54/97 (norma abrogata dal D.Lgs n.
193/2007).
In particolare, una norma del Regolamento Comunitario (CE) n.
852/ 2004 sull’igiene dei prodotti alimentari, prevede
all’art. 7 la possibilità di redigere “Manuali nazionali di
corretta prassi operativa”.
Si ritiene che tale opportunità possa essere estesa ad aspetti
legati ad altri settori produttivi che a vario titolo
interagiscono con la sicurezza della produzione alimentare e
la tutela della salute dei consumatori e ne possono
condizionare il rispetto dei principi e dei requisiti indicati
dal Regolamento (CE) 178/2002.
Un Manuale di Corretta Prassi Igienica per le tecnologie per
la produzione di “gelato artigianale italiano” consentirebbe
di individuare gli obblighi normativi che i costruttori, gli
installatori e i gestori devono osservare di volta in volta
nel progettare, realizzare, proporre, installare e gestire le
attrezzature utilizzati per la produzione di gelato
all’italiana.”
Il focus di un eventuale progetto come dovrebbe essere?
I manuali di corretta prassi igienica possono avere uno o più
dei seguenti quattro obiettivi:
1 individuare, a partire da un’analisi dei rischi, i
principali pericoli, i rischi connessi, e determinare i
relativi mezzi per controllarli, specifici del settore
considerato;
2 precisare in quale modo le esigenze di base della direttiva
93/43/CEE e/o delle direttive settoriali si applicano al
settore considerato.
In particolare, quando le esigenze dei testi regolamentari
sono corredate dalle diciture “ove opportuno” o “ove
necessario”, i manuali di corretta prassi igienica definiscono
ciò che questi termini implicano per il settore in questione.
Essi permettono quindi, a partire da un’analisi dei rischi
realizzata per un settore nel suo insieme, delle procedure o
dei prodotti, di proporre in termini generali, chiari e
accessibili, dei mezzi tecnici e degli elementi di
sorveglianza, necessari e sufficienti a garantire il rispetto
delle esigenze regolamentari;
3 fornire, secondo le esigenze degli operatori, delle
informazioni tecniche complementari e specifiche del settore
in questione in grado di spiegare come attuare i diversi mezzi
di controllo, gli elementi di verifica, ecc. definiti
precedentemente;
4 studiare in modo più approfondito i rischi ed i mezzi di
controllo mediante uno studio particolareggiato (su uno o più
prodotti o su una o più procedure) al fine di illustrare il
sistema e assistere gli operatori del settore alimentare nella
loro riflessione ed aiutare gli operatori del settore ad
attuare direttamente un sistema del tipo HACCP.”
Si può, quindi, concretizzare questo processo con un
manuale?
“Lo scopo di un Manuale di Corretta Prassi Operativa deriva
dalla volontà di fornire un supporto agli Operatori del
Settore Agroalimentare nella scelta e gestione delle macchine
per gelato integrando fra loro le differenti norme cogenti e
le indicazioni operative, riassumendo sia le caratteristiche
derivanti da norme cogenti che quelle di Buona Prassi Igienica
contenute nelle pubblicazioni tecniche per giungere a proporre
tecnologie per la produzione di gelato artigianale capaci di
assicurare una conformità normativa e strutturale che
garantisca la loro eccellenza sotto tutti i punti di vista.
Inoltre i costruttori di tecnologie alimentari sono tenuti ad
osservare nell’emissione sul mercato di macchine e
attrezzature la cui destinazione sia idonea al contatto con
alimenti e bevande”.
Le normative, almeno in parte, già esistono?
“I Costruttori di macchine per la produzione di gelato
artigianale sono soggetti a specifiche normative e
regolamentazioni europee cogenti; la nuova direttiva macchine
definisce le caratteristiche dei materiali utilizzati per la
costruzione e ai requisiti della progettazione nel rispetto
delle norme di sicurezza igienica.
Vengono inoltre fornite precise indicazioni relative ai
manuali di uso e manutenzione da fornire agli utilizzatori,
che devono mettere questi in condizioni di effettuare le
operazioni di pulizia e sanificazione senza pregiudicare le
caratteristiche della macchina e degli alimenti in essa
processati.
Per quanto riguarda i materiali utilizzati e la loro
tracciabilità, è regolamentata dal Reg.1935/2004/ CE, in cui
specifica che ogni stato membro deve dotarsi di una adeguata
legislazione relativamente ai materiali idonei al contatto
alimentare, nel caso dell’Italia, è già disponibile sia per
quanto riguarda i requisiti generali che per quelli specifici
per la quasi totalità dei materiali utilizzabili indicati dal
Decreto Ministeriale 21 marzo 1973.
Nel 2006 la Commissione Europea ha ritenuto necessario
richiamare agli Stati membri l’importanza delle GMP emanando
il Reg. 2023/ 2006/CE sulle buone pratiche di fabbricazione
dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto
con prodotti alimentari.
Tale regolamento si applica con decorrenza 1 agosto 2008 a
tutti i settori e a tutte le fasi di produzione,
trasformazione e distribuzione di materiali e oggetti”.
Quali obblighi hanno le aziende?
“Le aziende sono tenute ad assicurare:
- che i materiali e gli oggetti siano costantemente fabbricati
e controllati per assicurare la conformità alle norme ed agli
standard qualitativi adeguatamente all’uso a cui sono
destinati per garantire l’assenza di rischi per la salute
umana.
- che vengano istituiti e mantenuti sistemi di gestione e di
controllo della qualità efficaci e documentati.
- che venga elaborata e conservata un’adeguata documentazione
che riguardi le specifiche, le formulazioni e i processi di
fabbricazione che siano pertinenti per la conformità e la
sicurezza di materiali e oggetti finiti. Tale documentazione
su richiesta delle autorità dev’essere messa a disposizione ”.
Voi come Istituto che contributo potete dare?
“L’Istituto TIFQ affianca le diverse aziende di più settori
produttivi, con lo scopo di supportare l’applicazione e
l’attuazioni delle normative cogenti applicate alle tecnologie
immesse sul mercato.
TIFQ è in grado di produrre un dossier tecnico, per le
tecnologie poste a verifica, nel quale vengono riportate le
procedure relative alla tracciabilità dei materiali e dei
fornitori, alle verifiche tecniche dei materiali a contatto,
può eseguire le prove di migrazione specifiche richieste dalla
normativa, garantendone l’aggiornamento e il mantenimento nel
tempo. Una volta verificato che i criteri normativi siano
applicati, l’Istituto rilascerà la conformità normativa e
l’omologazione di “terza parte” dei prodotti posti a verifica.
Il dossier tecnico prodotto, permetterà alla azienda
costruttrice di rilasciare la dichiarazione di conformità alle
normative vigenti “ Registro CEE 1935/2004” per tutti i
prodotti immessi sul mercato la cui validità è riconosciuta in
tutti gli stati della comunità europea.
TIFQ verificherà inoltre i principi igienico costruttivi del
prodotto indicati da regolamenti settoriali che determinano
l’eccellenza anche sotto il profilo igienico-sanitario.
L’attestazione di Qualità Igienica e il rilascio del Marchio
di conformità Igienica TIFQ, a carattere volontario, qualifica
ulteriormente il costruttore e garantisce l’utente finale
sulla applicazione dei criteri igienici costruttivi nelle
tecnologie fornite”.
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