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Se compilato in modo corretto, il manuale di autocontrollo può
diventare il nostro miglior alleato per risolvere i diversi problemi
ed evitare sanzioni molto salate.

Quando fu resa obbligatoria la sua stesura, dodici anni fa, si fece un
gran parlare del manuale HACCP. Molti liberi professionisti ed
organizzazioni di rappresentanza delle imprese interessate colsero la
palla al balzo, intravedendo dietro a questa nuova normativa
un’interessante operazione di business, e cercando di imporre ai
gelatieri i propri esperti in materia, con il risultato di creare
molto spesso più confusione che chiarezza.
Ultimamente questo manuale sembra essere leggermente caduto nel
dimenticatoio, ed è quindi utile fare un po’ di chiarezza
sull’argomento. Introdotto in Italia con il decreto legislativo
155/97, il manuale HACCP è un sistema di sicurezza alimentare che deve
riportare tutte le fasi lavorative dell’attività della preparazione,
manipolazione e som-ministrazione di cibi.
Si tratta di un sistema che dimostri la competenza del titolare o del
responsabile nella valutazione dei rischi a garanzia della salute del
consumatore: di fatto chi lo compila ne è il responsabile e decide
cosa e come controllare.
Generalmente, nella sua stesura, si descrive quello che si fa e come
farlo, all’interno del proprio laboratorio, fino ad identificare quali
punti debbano essere definiti critici e controllati per evitare e
limitare i danni derivanti da rischi chimici, fisici o batteriologici
durante la preparazione del gelato.
Appare chiaro come l’adesione a questa forma di autocontrollo richieda
un salto di mentalità da parte dell’artigiano, che deve infatti
diventare controllore di sé stesso, ma soprattutto acquisire delle
competenze e conoscenze che vanno oltre la capacità tecnica del
gelatiere.
Capita molto spesso, però, che per la sua stesura si decida di
rivolgersi ad agenzie esterne, che in cambio di cifre consistenti
spesso si limitano a fornire un manuale già compilato, con contenuti
spersonalizzati che non identificano il lavoro dell’artigiano, che nel
caso di una gelateria artigianale sappiamo essere invece molto diverso
da laboratorio a laboratorio.
Questo atteggiamento di superficialità nei confronti della stesura del
manuale porta inevitabilmente al fioccare di multe in caso di
controllo da parte dell’Asl competente: molti infatti sanno che non
avere il manuale comporta una multa dai 1.000 ai 6.000 euro, ma in
pochi sono consapevoli del fatto che se le procedure di lavorazione
non si eseguono così come descritte nel manuale stesso si rischia una
sanzione di pari importo.
Premesso questo, va detto che il manuale non dev’essere considerato
come un oggetto “scomodo”, un documento forzato da dimenticare in un
cassetto, ma come un prezioso alleato per portare avanti al meglio la
produzione.
Sebbene in Italia sia arrivato in tempi relativamente recenti, il
metodo Haccp è un sistema più che collaudato.
Fu infatti ideato una quarantina d’anni fa, alla fine degli anni ‘60
per garantire che gli alimenti a disposizione degli astronauti della
Nasa non potessero causare malesseri e dunque mettere a repentaglio le
missioni.
La sua applicazione in ambito “civile” risale invece al 1971, anno in
cui fu proposto durante la “National Conference on Food Protection” di
Chicago.
Da allora la sostanza non è cambiata, il metodo Haccp si basa su sette
punti fondamentali:
1 Individuazione dei pericoli ed analisi del rischio
2 Individuazione dei CCP (punti critici di controllo)
3 Definizione dei limiti critici
4 Definizione delle attività di monitoraggio
5 Definizione delle azioni correttive
6 Definizione delle attività di verifica
7 Gestione della documentazione
Detto in parole povere, dal 1997, anno in cui il sistema di
autocontrollo secondo il metodo Haccp è stato introdotto anche in
Italia, l’igiene della gelateria è sotto la nostra responsabilità
anche dal punto di vista della sua gestione.
Il metodo HACCP (acronimo dall’inglese Hazard Analysis and Critical
Control Points, ovvero Analisi dei Rischi e Gestione dei Punti
Critici) è quindi un sistema più che collaudato. La stesura del
manuale è proprio ciò che rappresenta l’ultimo punto del sistema HACCP,
al quale si giunge dopo aver identificato tutte le possibili criticità
e definito le azioni efficaci per prevenirle.
Generalmente i punti più importanti riguardano il monitoraggio di
aspetti fondamentali della gestione del laboratorio, come ad esempio
il controllo della temperatura durante il ciclo di produzione, con
particolare attenzione ai processi di pastorizzazione e maturazione
della miscela, oppure la verifica delle materie prime al momento della
consegna o ancora la pulizia delle attrezzature, giusto per fare
qualche esempio.
Particolare attenzione va poi prestata a tutte quelle fasi del
processo di lavorazione del prodotto sulle quali è possibile
effettuare un controllo per prevenire, eliminare o almeno ridurre al
minimo il rischio di contaminazioni chimiche, biologiche o fisiche per
il gelato.
Alla luce di queste considerazioni, appare chiaro come il manuale
debba essere innanzitutto strutturato e compilato in modo specifico a
seconda delle esigenze di un laboratorio di gelateria, del tutto
particolari e differenti ad esempio da quelle della cucina di un
ristorante.
Se compilata in maniera corretta e studiata specificamente per la
propria attività, questa guida può quindi diventare uno strumento
molto utile, da tenere sempre a portata di mano per essere consultata
ed utilizzata in caso di dubbi ed inoltre risulta molto utile anche
per la formazione di nuovi addetti.
Il sistema HACCP va quindi interpretato come un modo per organizzarsi
meglio, e non come un’imposizione nei confronti del gelatiere. Molti
“esperti” esterni, più o meno competenti, hanno realizzato nel corso
di questi anni dei manuali inserendo procedure che hanno complicato la
gestione del laboratorio invece che favorirla, e quindi se si vuole
affidare la sua stesura ad una persona esterna consigliamo di
scegliere un professionista che conosca molto bene non solo il mondo
del gelato artigianale, ma anche tutti i sistemi ed i metodi di
lavorazione specifici della gelateria interessata.
È comunque molto importante tenere presente che tutte le procedure
scritte nel manuale di autocontrollo, anche se non espressamente
previste dalla legislazione, diventano vincolanti per il gelatiere, è
quindi necessario verificare con grande attenzione la sua
attendibilità per non incappare successivamente, in caso di controllo,
in seri problemi.
Nel manuale, oltre a descrivere l’attività, vanno specificate tutte
quelle attività di complemento che informino gli ispettori Asl o diano
garanzia al Ministero della salute in caso di allarme sanitario di una
pronta e rapida risposta ai quesiti richiesti. Ci riferiamo ad esempio
alla descrizione di come vengono strutturati i piani di
derattizzazione e di lotta contro gli insetti, blatte e mosche, oppure
come vengono gestiti i rifiuti, o ancora come viene formato il
personale appena assunto.
Una particolare attenzione va poi prestata ai detergenti e ai famosi
disinfettanti in quanto nelle gelaterie, rispetto ad altre attività,
si hanno più problemi nella gestione dei processi di pulizia e di
sanificazione. Infatti lavorando con materiali liquidi e ricchi di
sostanze nutrienti, la proliferazione batterica è a rischio e la
formazione di nicchie nascoste ove i batteri (soprattutto la
famigerata Listeria monocytogenes) possono diffondersi può diventare
un vero incubo per la propria gelateria.
In questi casi la formazione culturale del gelatiere deve essere ben
strutturata su queste problematiche, e detergenti, sanificanti e
decappanti devono essere accuratamente scelti e ben utilizzati, non
essere imposti dalla marea di rappresentanti che propinano prodotti
miracolosi promettendo di risolvere con una semplice spruzzata tutti i
problemi in tempi fulminei.
Nel sanificare un laboratorio di gelateria non è il numero di prodotti
che fa la differenza, ma è l’utilizzo appropriato ed intelligente che
permette sia al gelatiere di dormire sonni tranquilli che al
consumatore di acquistare prodotti sicuri.
Un altro problema per la tutela della salute emerso in questi ultimi
anni è legato all’informazione del consumatore. Il Ministero della
Salute ha divulgato Leggi ed aggiornamenti in merito a questa materia:
esporre l’elenco degli ingredienti utilizzati indicando soprattutto
gli alimenti classificati come allergizzanti è un obbligo per il
gelatiere, così come è un diritto del cittadino poterli leggere.
L’utilizzo di singole palette per ogni gusto evita la contaminazione
in piccole tracce da un gelato all’altro che in caso di prodotto
allergizzante (tipo la nocciola) può creare seri problemi di salute
con pericolose reazione allergiche, anche letali.
Ci sono aspetti che vanno curati anche nei confronti dei fornitori: è
infatti fondamentale conoscere il fornitore non solo sotto l’aspetto
della qualità, ma soprattutto sotto quello della sicurezza alimentare.
È quindi necessario, ad esempio, controllare che l’azienda fornitrice
preveda il trasporto a temperatura controllata per i prodotti
deteriorabili e congelati.
Inoltre in caso di allarme sanitario bisogna avere la possibilità di
rintracciare il prodotto segnalato dal Ministero della Salute, quindi
sulla bolla di consegna degli ingredienti acquistati dovrà essere
specificato il lotto di provenienza, oltre ad una etichettatura dei
prodotti chiara e comprensibile.
Un altro degli aspetti che viene troppo spesso sottovalutato è quello
riguardante le manutenzioni e verifiche delle attrezzature: quante
volte vengono verificate le temperature di congelatori e frigoriferi?
Un semplice termometro di minima e di massima del costo di pochi euro
può permettere di tener sotto controllo in qualsiasi momento della
giornata lo stato passato e presente dei nostri frigoriferi.
I pastorizzatori vanno anch’essi controllati, ed è buona abitudine
inserire nel manuale la strumentazione, ma soprattutto le tempistiche
di revisione e le modalità di controllo delle apparecchiature
utilizzate.
Dopo tutte queste indicazioni sopra esposte sorge spontanea la
domanda: ma chi deve stendere il Manuale HACCP?
La risposta è una sola, il titolare del locale è il responsabile di
tutte queste scelte e quindi è lui stesso che deve tener sotto
controllo tutti i processi, dall’acquisto delle materie prime fino
alla consegna del cono al consumatore. |