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Attualità
Firenze Gelato Festival

Chiude con un successo annunciato la terza edizione del “Firenze Gelato Festival”

Firenze culla del rinascimento, dell’arte, dell’architettura.
Città che dette i natali a uomini illustri come Donatello, Botticelli, Dante Alighieri, Boccaccio, Cimabue, Amerigo Vespucci, Machiavelli, per citarne solo alcuni.

Firenze città dalla bellezza travolgente, concentrato d’arte e cultura, che spinse lo scrittore francese Henri Marie Beyle, meglio conosciuto come Stendhal, a coniare nel 1817, in occasione di un suo viaggio nel capoluogo toscano, una vera e propria sindrome psicosomatica, riconosciuta ufficialmente dalla scienza medica e che prende il nome di “Sindrome di Stendhal”, o Sindrome di Firenze. Un’affezione della sfera emozionale che induce tachicardia, capogiro, confusione e allucinazioni, in soggetti particolarmente sensibili, messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza, concentrate in spazi limitati.
Stendhal che ne fu personalmente affetto scrisse: "Ero giunto a quel livello di emozione dove s’incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere”.

Basterebbe questo a spiegare il perché questa città adagiata fra verdi colline ornate da cipressi secolari, sia stata iscritta nella lista dei patrimoni mondiali Unesco sin dal 1982. Eppure, come uno scrigno magico, si apre agli occhi, mostrando innumerevoli meraviglie, così la città non smette mai di stupire il curioso visitatore, annoverando fra le sue virtù, persino quella d’aver dato origine al gelato.

Che sia stato il pollivendolo e cuoco dilettante Ruggeri o il fine artista Bernardo Buontalenti, l'origine del gelato pare ricondurre, comunque a Firenze.

Secondo alcuni testi storici, erano i primi decenni del sedicesimo secolo quando, un cuoco, di nome Ruggeri partecipò ad un concorso indetto dalla signoria fiorentina dei Medici, sul tema "Il piatto più singolare che si fosse mai visto".

Il Ruggeri prendendo spunto da alcune antiche ricette, preparò un dolce gelato che gli permise d’aggiudicarsi la vittoria.

In breve la sua creazione di "ghiaccio all'acqua inzuccherata e profumata” si diffuse in tutta la Toscana e quando Caterina de Medici, allora quattordicenne, decise di partire alla volta della Francia, per sposare Enrico Duca d'Orleans e futuro Re, non ebbe dubbi sul fatto che Ruggeri dovesse seguirla al fianco dei migliori cuochi di corte.

Altra origine del gelato, altrettanto affascinante, riporta invece a Bernardo Buontalenti, pittore, scultore, architetto e scenografo, al servizio dei Medici intorno alla seconda metà del 1500.

Incaricato da Cosimo I di seguire l'allestimento del banchetto inaugurale della Fortezza del Belvedere nel 1559, il Buontalenti stupì tutti con una “crema fredda fatta con una base di latte, miele, tuorlo d'uovo, oltre ad un tocco di vino, aromatizzata con bergamotto, limoni ed arance”.

Fu così che, grazie alla creatività toscana, vennero gettate le basi per una tradizione, quella del gelato, che perdura viva e fervida ancora oggi. Il “Firenze Gelato Festival”, giunto quest’anno alla sua terza edizione, annovera, fra i suoi propositi, proprio quello di mantenere vivo e promuovere il consumo di questo straordinario alimento.

Chiusasi con un meritato, quanto atteso successo di critica e di pubblico, la kermesse del gelato che si è tenuta nel capoluogo toscano nel mese di maggio, ha visto alcuni fra i migliori gelatieri d’Italia, ma non solo, darsi appuntamento nelle principali piazze del centro storico in un percorso ricco d’incontri, appuntamenti ed eventi.
Il tema di quest’anno è stato “Gelato Food Cultura” declinato in una serie di eventi che hanno ripercorso la storia del gelato dalle origini sino ai giorni nostri.

In programma, vi sono stati diversi concorsi fra i quali “Golosamente Gelato, il miglior gusto ed il miglior gelatiere 2012”.
Un premio speciale è andato persino a colui che ha assaggiato più gusti nel corso del Festival, d’altra parte la materia prima non è mancata. 8.000 litri di latte, 1.500 litri di panna, 5.000 kg di zucchero, sono solo alcuni dei numeri della manifestazione che ha colorato le strade del centro storico fiorentino.

Secondo le stime ufficiali, gli stand allestiti nelle Piazze di Santa Maria Novella, Repubblica e Strozzi, hanno servito ai fiorentini e turisti provenienti da tutto il mondo, nel corso della "cinque giorni”, oltre 15 mila chili di gelato artigianale e oltre due quintali di gelato industriale.

Da segnalare, fra gli sponsor, la Sammontana, che ha allestito in Piazza Repubblica, una propria area dove è stato servito ai numerosi visitatori un gusto speciale di gelato, creato appositamente per l’occasione.

Altro sponsor è stata la Fabbri, rinomata oggi in tutto il mondo per la sua Amarena e per essere vicina, con i suoi prodotti, ai gelatieri di tutto il mondo. Per l’occasione ha “messo il gelato... nel bicchiere”, dando vita al “Gelato Cocktail”.

Un vero cocktail da bere a base di gelato, latte, i rinomati sciroppi e qualche nota alcolica, pochi secondi di mixer o shaker, e la versione drink del gelato è pronta.

Fra i gusti proposti oltre Mojito ispirato al long drink cubano, con una base di gelato, menta, rum chiaro e sciroppo Fabbri lime, anche il Filippo Brunelleschi che vede un binomio perfetto fra il gelato di crema al liquore di caffè e allo sciroppo Fabbri di Amaretto.

La storica azienda inoltre, in occasione del Festival, ha portato nel capoluogo toscano, la mostra d’arte “Un secolo e 7”: trenta opere che hanno partecipato alla 4a edizione del Premio Fabbri per l’Arte, curata da Alberto Agazzani.

In occasione della kermesse dedicata al dolce freddo più famoso del mondo, le trenta creazioni di pit­tura, scultura e fotografia sono rimaste esposte presso il rinnovato complesso delle ex-Leopoldine, in Piazza Santa Maria Novella.

Nella stessa struttura, allestita e dedicata per l’occasione alle attività culturali del Gelato Festival, si è potuti assistere inoltre, alla mostra organizzata dal Gelato Museum Carpigiani “La Storia del Gelato a Firenze”, con numerose creazioni che hanno ripercorso la nascita e la storia del gelato sulle rive dell’Arno. La mostra è stata uno speciale preview del “Gelato Museum Carpigiani”, il primo museo dedicato alla Storia, alla Cultura e alla Tecnologia del Gelato Artigianale, che aprirà formalmente i battenti, ad Anzola dell’Emilia (Bologna) nel prossimo mese di luglio.

Sempre all’interno del complesso delle ex-Leopoldine, la Carpigiani ha allestito per l’occasione, il più grande laboratorio di gelateria artigianale che la Toscana abbia mai avuto. Un laboratorio dove i gelatieri esperti ed emergenti si sono sfidati nella preparazione del miglior gusto gelato.

A proposito di gusti, ricordiamo che sono state moltissime le novità presentate quest’anno dagli esperti gelatieri presenti. Un’apposita giuria tecnica composta da giornalisti di settore, ha eletto come vincitore della terza edizione del Festival , il gelatiere canadese James Coleridge, per il gusto “Noce Pecan e sciroppo d’acero Canadese". Un gusto speciale sviluppato appositamente per l’occasione che utilizza le noci pecan della California, il sale di Maldon e lo sciroppo d’acero canadese.

Fra i gelatieri esordienti, il primo premio della giuria tecnica è andato invece all’israeliano Yaniv Abergel che ha presentato il gusto “Gelato Caffè Corsini Malawi - Mapango”. Il caffè si gusta al mattino al momento del risveglio alle nuove cose, in cui la realizzazione dei sogni pare più vicina.

Proprio il caffè lo ha portato alla realizzazione di un piccolo grande sogno come quello di vincere il concorso, arrivando primo tra i gelatieri emergenti. Yaniv, nato in Israele, è arrivato in Italia nel 2004, prima di diventare gelatiere faceva il falegname e questo spiega la sua particolare attenzione per l’artigianalità. Per preparare il gusto al caffè, Abergel ha utilizzato il caffé Corsini Malawi-Mapango, scelto per la sua unicità e altissima qualità, per il suo profumo ricco e fruttato, dai sentori agrumati, con finale di cioccolato fondente.

Particolarmente apprezzato dalla giuria tecnica, il Lemon Caviar di Silvana Vivoli, titolare dell’omonima quanto storica gelateria fiorentina. Un delizioso e inebriante sorbetto alla pesca bianca, unito magistralmente al ginger fresco ed alla menta con variegatura di Lemon Caviar. Un gusto particolare ed equilibrato, realizzato in collaborazione con lo chef Simone Rugiati.

Altra segnalazione è andata a Laura De Angelis per il suo Elisir, un gusto elaborato con mandorle biologiche di Avola, zucchero di canna, acqua in infusione di cardamomo e anice stellato.

Altro riconoscimento a Ivan Ridolfi che ha presentato il gusto Fiocco di Neve del Ristoro dello Sciatore con frutti di bosco, un gelato al fior di panna, dalla cremosità generosa ed avvolgente, realizzato con una base di latte e panna freschi, zucchero e un bilanciato sciroppo ai frutti di bosco fatto con mirtillo nero, lam­poni, ribes rosso e fragoline.

Interessante e degno di nota, per la particolare ricercatezza nella materia prima utilizzata, il gusto proposto dal ligure Paolo Ridolfo, che ha presentato il gelato di Castagna essiccata nei tecci. La castagna essiccata nei tecci di Calizzano e Murialdo, località dell’entroterra ligure, è stata la protagonista assoluta di questa morbida crema gelata che associa alla panna fresca, la naturalità dello zucchero biologico di canna e di addensanti naturali.

Fra i protagonisti gelatieri, fuori concorso, particolare menzione va Palmiro Bruschi, che ha creato, in occasione della visita in Toscana di Benedetto XVI, uno speciale gelato, riproposto per l’occasione chiamato “Crema del Pastore”.

Una crema a base di latte, panna, saccarosio e miele biologico, a cui abbinare la Salsa del Pastore realizzata con tuorlo d'uovo, zucchero e spirito alla vaniglia. ''La scelta di questo gusto è nata dal fatto che Sansepolcro ha festeggiato i suoi primi 1000 anni e questo anniversario coincide con la prima visita del Papa a Sansepolcro” - ci spiega - ho sviluppato il gusto in omaggio a questo evento storico”.

Il palinsesto giornaliero del Festival, è stato arricchito dall’appuntamento a cura sempre della Carpigiani University, “Gelatieri per un Giorno”. Workshop della durata di un’ora, ripetuto cinque volte nella giornata dove il pubblico di ogni età, ha potuto assistere e partecipare, alla realizzazione in diretta di un gelato artigianale partendo dagli ingredienti base.

Gli apprendisti “gelatieri” hanno avuto la possibilità di creare il proprio sorbetto partendo dalla frutta, utilizzando l’ultima nata in casa Carpigiani: un piccolo mantecatore sviluppato per gli chef di cucina che vogliono creare un ottimo gelato artigianale in piccole quantità.

Il gelato realizzato è stato poi offerto agli spettatori che hanno fortunatamente apprezzato.

Tutti i pomeriggi, occorre inoltre ricordare, un appuntamento imperdibile per i buongustai con il “Gelato show coking” dove alcuni fra i nomi più apprezzati del mondo della cucina internazionale, si sono dati appuntamento per dimostrazioni di ricette che integrano il gelato nel loro menù.

Il dolce freddo entra così nel mondo del food a 360 gradi e il Firenze Gelato Festival ha voluto dimostrare come dalla tradizionale concezione del gelato in cono e coppetta si possa passare a “cucinare il gelato”. Nei giorni di Venerdì 25 e Sabato 26 maggio, protagonista di due show coking è stato il gelato per gli amici a quattro zampe.
Per l’occasione è stato presentato “l’Ice Bau” nella sua meticolosa preparazione casalinga.

Si è parlato inoltre delle sue caratteristiche nutrizionali ed in molti hanno addirittura approfittato per assaggiarlo, umani compresi.

Segnaliamo infine, la collaborazione stretta fra gli organizzatori del Firenze Gelato Festival e l’istituto alberghiero fiorentino Saffi al fine d’introdurre il gelato nel percorso formativo dei giovani allievi.

Quest’anno infatti, oltre 150 studenti di questo istituto si sono alternati agli stand del Festival per i servizi di accoglienza, pre­parazione e somministrazione del gelato. L’Istituto alberghiero ha annunciato che parteciperà all’edizione 2013 con un proprio gusto di gelato, ideato da stessi studenti. Alla prossima!

 
 
 
 
 
 
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