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Costruire una rete sul
territorio
Gelaterie di prestigio, locali
specializzati e di massa, locali misti con proposta di
gelati in un angolo appositamente dedicato, sono il tessuto
di una rete territoriale tesa a valorizzare il gelato
artigianale italiano.
Ho già pronto un “ponderoso” articolo di parecchie pagine
su questo argomento, ma la redazione mi ha proposto di
pubblicarlo sul numero di settembre, quando la “stagione
alta” si avvia al termine e quindi i lettori possono
dedicare maggiore attenzione all’approfondimento. Ho
condiviso la scelta, perché ciò mi permette ora di proporre
una sintesi dei punti principali che poi potrete leggere con
tutte le argomentazioni di supporto: è anche un modo per
stimolare l’attesa, visto che considero importante il
contributo che credo porterò ancora una volta alle
elaborazioni e assestamenti necessari al settore del gelato
artigianale italiano per rilanciare il suo prestigio.
Partiamo infatti dalla constatazione che questo
prestigio è un po’ appannato perché il nostro prodotto non
gode più di una fiducia incondizionata da parte del
consumatore, perché non sempre è garantita una qualità
elevata di prodotto e di servizio. Per rilanciare il mito e
il successo, occorre darsi da fare.
Bando alle ciance!
L’esempio
della ristorazione
Vi ricordate dei paragoni con il settore della ristorazione,
di cui avevo scritto nei numeri scorsi?
Spesso ho cercato aiuto in questo mondo parallelo per
spiegare con maggior concretezza come si crea una
stratificazione di diversi livelli di offerta (e di locali
di riferimento, con qualità diversa e con prezzi diversi!)
mirati a rispondere a una domanda differenziata.
C’è il “tempio” della cucina, con tanto di riconoscimenti
internazionali e con una aureola di nobiltà ed eccellenza,
con utenza ricca - colta - comunque danarosa.
La sua fama è un fiore all’occhiello e nobilita di riflesso
il territorio di riferimento (anche perché spinge altri
locali all’emulazione e ad elevare la loro qualità).
In quella specifica zona, ci sarà sicuramente anche una
discreta presenza di buoni ristoranti con un target di
clienti forse più modesto, ma sicuro punto di frequentazione
per una clientela affezionata e fiduciosa di trovare
comunque un buon livello di cucina e di servizio.
Proprio per questo motivo, i clienti ne parleranno bene e ne
attireranno degli altri, e questo “parlarne bene” creerà una
conoscenza e curiosità anche in altri potenziali di altre
zone. Poi, sempre in quel territorio, ci sarà un certo
numero di trattorie, ciascuna con la propria clientela e con
il richiamo semplice del buon numero di automezzi
posteggiati: in ognuna alcuni piatti la faranno da padrone e
richiameranno i clienti, il resto sarà tendenzialmente
fresco e genuino e ben cucinato, il servizio gradevole, come
il prezzo…
Ci saranno poi anche pizzerie più o meno rinomate, pubblici
esercizi con un corner dedicato a piatti particolari e ad
offerte mirate…
Inevitabilmente potrà succedere che, soprattutto nei
segmenti più bassi, ci siano locali che non si muovono con
l’obiettivo della qualità ed anzi ce ne possono essere
alcuni proprio scadenti, ma il passa-parola prodotto
dall’esperienza diretta dei consumatori li avrà già
penalizzati, escludendoli progressivamente dalle opzioni
possibili.
Il passa-parola funziona in ogni caso: vale per stroncare e
vale per promuovere.
Resta il fatto che i diversi locali che si muovono
correttamente creano, nel territorio di riferimento, un
“sentire” positivo.
In quel territorio queste diverse tipologie di locali
contribuiranno a creare il successo e i consumi: sarà una
ristorazione vincente se il locale di alto livello farà da
traino e da punto di riferimento di alta qualità, se i
ristoranti riconosciuti amplieranno la fiducia e l’attesa
dei clienti verso le loro offerte di qualità, se le tante
trattorie e i locali di contorno faranno in modo che
comunque le esigenze di diverso tipo dei consumatori trovino
risposte adeguate.
Una copertura territoriale di questo tipo è infatti la
premessa per una immagine positiva dell’intera ristorazione
di quella zona e richiama clienti anche da altre parti.
Se una tessera di questo mosaico non svolge il suo ruolo a
dovere, ne risente l’immagine dell’intero comparto: ogni
segmento si arricchisce o al contrario si impoverisce delle
influenze dell’altro.
La rete delle gelaterie
Anche per la gelateria vale lo stesso discorso: solo una rete
territoriale, costruita sulle diverse tipologie di locali
esistenti, può valorizzare il gelato artigianale italiano,
consolidarne il prestigio, rilanciarne il successo.
Il ganglio centrale della rete territoriale è costituito
dalle gelaterie di alto profilo, baluardo della qualità e
della ricerca dell’eccellenza, vero traino per un “sentire”
favorevole diffuso fra i consumatori di quella zona, che, di
conseguenza, “amano” e rispettano quel locale che garantisce
la fiducia nella “bontà” del prodotto.
Seguono per ruolo e per importanza (anche nella quantità dei
consumi) le gelaterie specializzate, fondate sul
monoprodotto (inteso in senso lato, cioè con le molteplici
articolazioni delle “nuove frontiere della gelateria”): con
esse siamo ormai giunti quasi alla saturazione, soprattutto
con le numerose aperture nei centri commerciali, ed è
fondamentale ripetere che anche questi locali devono sempre
e comunque garantire al consumatore la “qualità diffusa” per
tutti i gusti e per tutte le specialità, altrimenti
diventano un pericoloso veicolo di sfiducia e di
allontanamento dai consumi del gelato artigianale.
Completano la rete, i locali misti (bar-gelateria,
pasticceria-gelateria, softeria/frulleria/focacceria…) con
la presenza della nostra produzione e di corner
specializzato di gelateria: ciascuno di essi deve però
qualificare la sua vocazione, definire il target a cui si
riferisce, proporre una offerta molto mirata, capace anche
di centrare l’articolo specifico su cui si punta per
fidelizzare la propria clientela…
Le corrette interconnessioni di questa rete territoriale
possono fare in modo che l’immagine e il successo del gelato
artigianale italiano possano far crescere progressivamente
nel consumatore l’apprezzamento e la “voglia”, consolidando
quella identificazione con “il” piacere che è un punto di
grande forza del nostro prodotto nell’immaginario
collettivo.
È importante capire che tutto ciò non avviene per inerzia o
a caso: occorre lavorarci e impegnarsi e lo si può fare solo
unendo le forze e la disponibilità dei migliori gelatieri,
delle aziende di produzione e di distribuzione, dell’intera
filiera insomma.
Ma tutto ciò lo capirete certamente meglio nel prossimo
articolo di settembre, seguitemi.
Arnaldo Minetti
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