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Abbiamo già avuto modo di interessarci al tema dei
gelati alle piante e alle erbe salutari, quando
l’Accademia della Gelateria Italiana presentò al
Sigep 2004 numerosi gelati con questi ingredienti,
mettendo anche in evidenza proprio i diversi
risvolti salutistici.
Oggi torniamo sull’argomento in quanto abbiamo
notato che, proprio da quella iniziativa, vi è stato
un nuovo e rinnovato interesse verso questi
ingredienti.
Eccoci allora a fornire alcune proposte nella
formulazione delle ricette che, ci auguriamo,
possano essere utili ai lettori.
Certo bisogna dire subito che il gelato prodotto con
infusi di erbe aromatiche od officinali è rivolto ad
un mercato di nicchia, per cui la mia personale
opinione è quella che è utile avere in vetrina non
più di 2 o 3 gusti per volta i quali, poi, saranno
alternati a rotazione con altri, secondo il
gradimento ottenuto nei clienti o secondo un
calendario prestabilito.
È certo, però, che questi gusti di gelato
contribuiscono a dare prestigio al locale, a
condizione che vengano prodotti a regola d’arte.
Come tutti i gelati, del resto!
Qui non posso che soffermarmi brevemente su alcuni
gusti, in quanto le possibilità sono infinite, sia
che erbe e piante vengano usate da sole o in
abbinamento tra loro.
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GELATO ALLA MENTA
Tra
le numerosissime possibilità, certamente quella più
interessante (e probabilmente più nota e gradita ai
clienti) è quella del gelato alla menta.
Lo si può produrre sia con le foglie essiccate
oppure facendo un infuso.
Ritengo però che risultati più apprezzabili dal
punto di vista del gusto e della praticità si
possano ottenere con l’olio essenziale di menta.
È necessaria una quantità davvero minima (da 5 a 8
gocce per chilogrammo di prodotto finito), dose che
peraltro può sempre variare in base alle esigenze
dei clienti.
E se proprio siete nel dubbio, io
penso che sia meglio un gelato leggermente forte nel
gusto, piuttosto che un gusto difficile da
percepire.
Inoltre, se si ha la possibilità di acquistarlo da
un grossista di prodotti per erboristeria
(confezioni da 100 a 500 cc), il costo non sarà poi
così eccessivo.
Lo stesso prodotto, inoltre, consente di produrre
anche delle ottime granite alla menta, come dirò più
avanti.
Al contrario dell’infuso, l’olio essenziale di menta
presenta un vantaggio non indifferente: è possibile
produrre il gelato anche su base bianca, fattibile
anche con altri olii essenziali di forte
personalità, come quelli di salvia e di rosmarino.
Grazie alla presenza del latte fresco il sapore sarà
reso ancor più gradevole e delicato. In queste
pagine, però, ci limiteremo a parlare di queste
produzioni a base acqua.
GRANITA ALLA MENTA
Per produrre una buona granita di menta
suggerisco queste dosi: 7 gocce di olio essenziale
di menta, 180 g di saccarosio, 820 g di acqua, un
pizzico di sale. Conservare in vetrina a -7°C.
Si ottiene una buona granita, ma di colore bianco.
Quando qualche cliente si stupisce per il fatto che
non sia verde, a me piace rispondere, mentre la
faccio assaggiare, che tutti sono capaci di fare la
granita verde... mentre questa è davvero speciale.
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GELATO
ALLO ZAFFERANO
La base bianca, oltre che per menta, salvia e
rosmarino, è particolarmente indicata anche per
produrre il gelato allo zafferano.
Davvero difficile suggerire la corretta quantità di
prodotto, perché molto dipende dalla purezza e dalla
qualità dello zafferano; questo è uno dei gusti in
cui l’idea del “prova e riprova” deve essere messa
in pratica fino a quando non si trova la dose
ideale, per cui, alla base bianca, si aggiungerà
quel tanto, o quel poco di zafferano fino a
raggiungere il sapore desiderato.
Attenzione, come dicevo il gusto dipende
da qualità e purezza, per cui il “prova e riprova”
dovrà essere continuamente rifatto ogni qualvolta si
dovesse cambiare marca di zafferano.
Una variante... “milanese” al gelato allo zafferano,
può essere quella di aggiungere del riso cotto nel
latte dolcificato con destrosio al 20/22%.
Prima della cottura è meglio lasciare il riso a
bagno nell’acqua per togliere parte dell’amido, onde
evitare che il nostro gelato tenda ad indurire; in
alternativa si può correggere il difetto aggiungendo
un po’ di destrosio nella miscela prima di gelare.
Inoltre, per fare in modo che il riso cotto rimanga
integro il più possibile, è bene inserirlo nel
mantecatore verso la fine della mantecazione.
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GELATO
AL TÈ
Il gelato al tè è sicuramente un gusto che stuzzica
la curiosità dei clienti e che si presta molto bene
per infinite varianti, sembra infatti che ve ne
siano più di seimila; limitiamoci però solo ad
alcune.
Il più importante paese produttore di tè è la Cina,
seguito da India e Ceylon (ora Sri Lanka). Una
discreta produzione avviene anche in Russia, ma solo
per il mercato interno.
Della pianta del tè (nome botanico: Camellia
sinensis) si utilizzano solo le foglie.
La qualità più pregiata è la Darjeeling, coltivata
nell’omonima regione indiana ai piedi dell’Himalaya.
E’ una qualità così apprezzata che viene denominata
anche “lo champagne dei tè”.
Celebre anche il tè verde dello Sri Lanka, il Ruhuna
(tè verde di Ceylon) che viene indicato come tè
arabo, per il suo sapore forte e denso molto
apprezzato dagli sceicchi arabi.
Le varietà di tè che possono interessare il
gelatiere sono:
} il
tè verde e nero indiano o cinese;
} il
tè verde cinese detto Gunpowder (“polvere di
cannone”), di colore verde scuro con piccole foglie
arrotolate che richiamano lontanamente la polvere da
sparo;
}
Earlgrey, altro prodotto interessante proveniente
dallo Sri Lanka, aromatizzato al bergamotto.
Ma sono solo un esempio. Come ho detto le varietà
sono moltissime e, se vi piace l’idea, potete
effettuare voi stessi una ricerca (al proposito
internet può essere molto utile) per scegliere il tè
più originale, sul quale, magari, impostare
l’elemento di richiamo della vostra gelateria.
Ma vediamo ora come produrre un buon gelato al tè,
indipendentemente dalla varietà scelta.
Innanzi tutto parliamo di un gelato base acqua,
l’unico che ci permette di gustare appieno i
delicati sapori dei vari infusi trasformati in
gelato e chiariamo che non stiamo parlando delle
“bustine” di tè che si trovano nella grande
distribuzione, ma delle “foglioline” e, di queste,
si dovrà chiedere sempre quelle di maggior pregio.
Il prezzo potrà sembrare proibitivo, ma, dal momento
che le quantità che vengono utilizzate sono davvero
minime, raffrontandole alla quantità di gelato che
consentono di ottenere, ci si renderà conto che...
il gioco vale la candela.
Dunque le foglie del tè prescelto vengono lasciate
in infusione per non più di tre minuti.
Per la verità i cultori del tè consigliano tempi
diversi a seconda delle varietà: da 1 a 2 minuti i
tè verdi, da 2 a 3 minuti i Darjeeling e poco di più
(fino a 4 minuti) gli altri tè neri.
Poi ancora fino a 5 minuti i tè di Ceylon e per gli
oolong semifermentati fino a 7 minuti.
La regola, comunque, deve tener conto del fatto che
minore è il tempo di infusione, maggiore è l’aroma
che riusciremo a percepire; inoltre un tè più forte
non si ottiene aumentando il tempo di infusione
(questo comporta solo di ottenere un tè amaro o
pieno di tannino) ma aumentando la quantità di
foglioline da infondere.
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KARKADÈ, MATÈ E ALTRI
Vi sono altri prodotti molto interessanti, anche
come gusto: sono il Karkadè dall’ottimo sapore e dal
delicato color cardinale, il Matè o tè nero
argentino tostato.
Da non sottovalutare anche le varie miscele di
diversi prodotti in commercio, tra i quali cito:
}
bacche di mirtillo e sambuco, uvetta e biscofiori;
}
karkadè, rosa canina, buccia di limone, buccia di
arancia, mela;
}
albicocca, calendula;
}
scorze d’arancia, radice di liquirizia.
Merita una citazione a parte anche l’anice ed in
particolare quello stellato; consente di ottenere un
gelato dal gusto e dal profumo gradevolissimi che
solo il fine palato di pochi intenditori saprà
apprezzare (abbiamo detto fin dall’inizio, infatti,
che questi gelati rappresentano una “nicchia” del
nostro mercato).
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LE DOSI
La quantità di materia prima relativa agli ultimi
prodotti citati poco sopra (tè, miscugli e altro)
varia indicativamente dai 15 ai 18 grammi per kg. di
gelato finito.
Non si dovrà dimenticare di aggiungere nella miscela
il 3% circa di succo di limone italiano, meglio se
di Amalfi (30 g per kg di gelato), evitando limoni
spagnoli o sudamericani, meno adatti al gelato.
Vediamo ora due metodi per trasformare il nostro
infuso in gelato, tenendo presente che seguiremo le
indicazioni che abbiamo già dato in passato parlando
del gelato alla frutta.
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Metodo Numero 1
In questo caso il pastorizzatore è sconsigliato, per
cui utilizzeremo un cuoci crema per preparare una
buona base frutta a caldo, concentrata al 60%
(concentrazioni superiori sono sconsigliate: già
così si ha una buona densità); se si avrà poi
l’accortezza di preferire quelle con additivi
alimentari particolarmente validi, si otterrà un
risultato superlativo.
Le dosi della base sono indicate nella sottostante
|
BASE FRUTTA a CALDO |
|
Ingredienti |
Quantità (g) |
Zuccheri |
Altri Solidi |
Solidi Totali |
|
|
|
|
|
|
Saccarosio
(100% secco) |
32.270 (55%) |
32.270 |
|
32.270 |
Scir. di Glucosio
62 de (80% secco) |
22.000 (30%) |
17.600 |
|
17.600 |
Destrosio
(91% secco) |
9.700 (15%) |
8.830 |
|
8.830 |
|
Additivi alimentari (*) |
1.100 |
|
1.100 |
1.100 |
|
Cloruro di Sodio |
200 |
|
200 |
200 |
|
Acqua |
34.730 |
|
|
|
|
TOTALE |
100.000 |
58.700 |
1.300 |
60.000 |
(*) acido-resistenti, composti da n.2
emulsionanti e da n.4 addensanti |
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Gelato al tè o altro infuso
(metodo n. 1)
|
Ingredienti |
Quantità (g) |
| Infuso (ingrediente + acqua) |
350 |
| Succo di limone |
30 |
| Base frutta a caldo |
470 |
| Acqua |
150 |
| TOTALE |
1.000 |
Una volta preparata la base nel cuocicrema e dopo
aver pastorizzato a 70-75°C circa, conservare in
frigo (la base pastorizzata può essere conservata
tranquillamente anche una settimana).
Al momento di preparare la miscela, si versano in un
recipiente 15/18 g per kg. dell’ingrediente che
vogliamo lavorare (infuso di tè o altro), quindi
300/400 grammi di acqua che abbia appena raggiunto
il punto di ebollizione e sia in fase di
raffreddamento da qualche secondo.
Si lascia riposare (tre minuti se si tratta del tè,
un tempo a piacere per gli altri prodotti), quindi
si filtra il tutto con un panno apposito.
Aggiungere 30 g di succo di limone e controllare che
questa miscela corrisponda a 28° Brix con la
formula: 280:0,60 = 470 (arrot.)
280 è la quantità di solidi da aggiungere (l’infuso
praticamente non ha solidi) e 0,60 è la percentuale
dei solidi della nostra base di partenza (appunto
concentrata al 60%).
Pesiamo l’infuso, più 30 g di succo di limone, più
470 di quella base frutta che avevamo
precedentemente preparato (tab. 1), quindi
aggiungiamo tanta acqua quanta ne serve per arrivare
al totale di 1000 g. che sarà il peso del gelato
finito.
Raccomando di pesare sempre l’infuso una volta
pronto, perché il suo peso non è mai pari a quello
dell’acqua che è stata aggiunta per ottenerlo
(infatti bisogna tener conto dell’evaporazione);
inoltre bisogna evitare assolutamente di strizzare
in alcun modo le foglie dell’infuso nell’inutile
speranza di sfruttarle di più: il risultato sarebbe
solo quello di rovinare l’infuso estraendo sostanze
che possono solo peggiorarlo.
Una volta amalgamati tutti gli ingredienti (infuso,
succo, base frutta e acqua), si lascia riposare
circa 15 minuti, quindi si può gelare.
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Metodo Numero 2
In alternativa, se non si dispone di cuocicrema o si
preferisce comunque utilizzare il pastorizzatore,
ecco un metodo che prevede l’utilizzo dello sciroppo
di zucchero
|
SCIROPPO DI ZUCCHERI (70%) - tabella n.2 |
|
Ingredienti |
Quantità (g) |
Zuccheri |
Altri Solidi |
Solidi Totali |
|
|
|
|
|
|
Saccarosio
(100% secco) |
38.400 (55%) |
38.400 |
|
38.400 |
Scir. di Glucosio
62 de (80% secco) |
26.155 (30%) |
20.925 |
|
20.925 |
Destrosio
(91% secco) |
11.500 (15%) |
10.465 |
|
10.465 |
|
Cloruro di Sodio |
210 |
|
210 |
210 |
|
Acqua |
23.735 |
|
|
|
|
TOTALE |
100.000 |
69.790 |
210 |
70.000 |
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Gelato al tè o altro infuso
(metodo n. 2)
|
Ingredienti |
Quantità (g) |
Secco (g) |
| Succo di limone |
30 |
tracce |
| Addensanti 3% |
30 |
30 |
| Emulsionanti 2,5% |
25 |
(80%) 20 |
| Sciroppo di Zuccheri |
330 |
(70%) 231 |
| Infuso + acqua |
585 |
(70%) 231 |
| TOTALE |
1.000 |
281 |
Si versano nel pastorizzatore gli ingredienti
indicati in tabella, si pastorizza a 70-75°C; quando
il prodotto si sarà raffreddato, si può conservare a
temperatura ambiente in taniche ben chiuse.
Per quanto riguarda la quantità degli addensanti e
degli emulsionanti è bene attenersi inizialmente a
quelle suggerite dal fornitore, per poi fare gli
eventuali “aggiustamenti” del caso; importante che
entrambi siano solubili a freddo, acido-resistenti e
di buona qualità.
Mescolare tutti gli ingredienti frullando
accuratamente al fine di sciogliere gli additivi. Se
questa operazione viene effettuata con la miscela di
acqua e infuso ancora tiepida, è meglio.
Lasciar riposare, quindi gelare.
La quantità di sciroppo di zucchero è stata
calcolata in questo modo: 280 g di sostanza secca da
ottenere corrisponde a 28° Brix, meno la quantità di
solidi aggiunti con gli emulsionanti e addensanti,
dividendo il tutto per 0,70 (la percentuale di
solidi del nostro sciroppo):
280 - (30+20) = 230 : 0,7 = 330 (arr.)
Se, infine, al posto della base frutta si vuole
utilizzare una base pronta contenente fibre e
fruttosio, bisogna seguire le indicazioni del
produttore, aggiungendo a parte l’emulsionante
precedentemente sciolto secondo le istruzioni.
I solidi totali in questo caso saranno leggermente
superiori (circa l’1 - 1,5%) a causa del contenuto
di fibre, della loro stessa qualità e del fruttosio.
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PER FARE LE GRANITE
E’ possibile anche produrre rinfrescanti granite di
tè; in questo caso le dosi sono più o meno quelle
per il gelato.
A proposito di gelati alle erbe note per i loro
risvolti salutistici, capita di sentir parlare dei
loro poteri anti radicali liberi o anticancerogeni e
quant’altro, quasi si parlasse di farmaci a tutti
gli effetti.
Ora, se è vero che in alcuni casi queste
caratteristiche possono essere attendibili, nel
senso che determinate erbe possono contribuire ad
alzare le difese del nostro organismo (ma per
saperne di più bisognerà sentire qualche serio
erborista), evitiamo di entrare in un campo che non
ci compete, soprattutto perché la diluizione di
queste erbe nel gelato è talmente evidente che anche
la più medicamentosa, non porterebbe ad alcun
beneficio. Dunque, anche nel messaggio ai clienti,
non si deve cadere nell’errore di affermare che
“questo gelato è benefico”, ma, semmai, che “questo
gelato contiene tra i suoi ingredienti anche la tale
erba, nota per i suoi effetti benefici”.
Se vogliamo che i nostri clienti tornino volentieri
nella nostra gelateria e si rivolgano a noi con
fiducia, dobbiamo essere noi i primi a fornire
notizie chiare e precise.
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CURIOSITA’
Perché si chiama
Oloong
Un piantatore di tè raccolse alcune foglie da un
cespuglio in piena fioritura e provò a prepararne un
infuso.
Ne bevve un po’ e ne offrì anche ai suoi vicini i
quali lo gradirono particolarmente. Così il
piantatore li invitò a trovare un nome per il tè.
Un giorno, all’alba, uno dei vicini vide un serpente
nero che si arrotolava attorno a un ramo di quel
cespuglio. Quando l’uomo si avvicinò, il serpente
scivolò via. In seguito ne parlò agli altri, i
quali, ritenendo che il serpente fosse stato
attirato dal delizioso aroma delle foglie,
chiamarono il tè Wu-long, “tè del drago nero”, molto
apprezzato dagli intenditori.
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