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I gelati dei cretini
Per fortuna mi arrabbio ancora. Vuol dire che non sono
definitivamente rassegnato allo scivolamento verso il basso (e
verso l’idiozia) dell’immagine del gelato artigianale.
La perdita del buon senso, del buon gusto e del senso della
misura è pressoché totale: purtroppo tocca a me fare queste
critiche e gridarle con forza e con rabbia e non sono certo un
bacchettone conservatore né un neo-con (come si usa ora chiamare
i reazionari imbellettati e ipocriti).
Per far parlare di gelato artigianale è ormai abitudine sparare
notizie confezionate ad uso e consumo della finta informazione
fondata sull’apparenza: vai sui giornali o in TV solo se fai il
gelato alle lenticchie con salsiccia, oppure quello di grana
padano in competizione col parmigiano reggiano, oppure qualche
stranezza (anche nel colore e nel sapore) con il nome collegato
all’ultimo film uscito o ai reality.
Le finte - notizie per cretini e creduloni possono essere anche
di altro tipo, di tendenza, salutiste e alla moda: il gelato
alla soia ha occupato le poche righe dei giornali dedicate
all’argomento e ha dato a qualcuno l’erronea convinzione che
fosse buonissimo e consumatissimo, peccato che si siano
dimenticati di ricordarci l’alto rischio di sorbirsi gli OGM,
così come si sono scordati di evidenziare che deve essere
garantito l’intero ciclo produttivo protetto se si propone il
gelato per celiachi e non basta mettere un cartello con scritto
che negli ingredienti di quel gusto non c’è glutine per poi
promuovere un bell’articolo simil-solidaristico.
Ma ci trattano proprio da cretini e purtroppo qualcuno da
cretino si comporta anche e gira leccando il “gelato-mostro del
momento” e ha il cattivo gusto di raccontarlo in giro come se
fosse una cosa di cui andare fieri.
Se dico agli amici che la gelateria tal dei tali fa una crema
strepitosa e un pistacchio delicatissimo, mentre la gelateria
tal’altra è maestra nella nocciola e nel cacao, faccio un giusto
passa-parola e la corretta funzione dei media dovrebbe essere
quella di diffondere la notizia e magari approfondirla e poi, se
possibile, affrontarla anche con storia, costume, aneddoti ...
Certamente ci sarebbe poi spazio anche per notizie che
riguardano le specialità, le novità, gli spunti creativi e,
talvolta, le stranezze, ma non tutto a rovescio, per carità,
perché stare col capo per terra e i piedi in aria fa venire il
sangue alla testa e il ragionamento ne soffre non poco.
Rimettiamo i piedi per terra e cerchiamo di farlo a tutto campo:
le aziende di ingredienti composti frenino la corsa dissennata
alle novità a tutti i costi, i gelatieri ricompongano il giusto
mix nei gusti in esposizione con equo connubbio tradizione -
innovazione, i consumatori penalizzino le proposte da cretini, e
chi si occupa di informazione e comunicazione non pigli lucciole
per lanterne, ma dia notizie - informazioni - commenti utili al
cittadino.
Arnaldo Minetti
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Orgoglio e
pregiudizio
E’ giunto il momento di rimarcare tutto ciò che
caratterizza il gelato artigianale e la sua irripetibile
unicità: è il momento di chiamare a raccolta i cultori
della qualità Ciarpame e
“vaschette puttanone”
Un anno fa, in occasione del Sigep, sono partito lancia in
resta contro i mega-stand esagerati e spreconi, contro le
false novità o il ciarpame e contro le “vaschette
puttanone”, cioè alte come montagne e tutte paciugate: ho
ottenuto grandi complimenti e qualche muso lungo. Temo,
però, che la battaglia sia ancora lunga.
Già in questa nuova edizione della fiera basterà
percorrerne i corridoi, guardare gli stand e il gelato
esposto per capire se ci sono segnali seri di una
inversione di tendenza.
Ne parleremo nel prossimo articolo: se così non fosse,
sicuramente sarò costretto a rimarcare l’insano
perseverare di alcuni, come i passeggeri del Titanic,
intenti a danzare in abito da sera mentre la nave affonda.
Speriamo che non sia così.
Ma, se anche lo fosse, non facciamo di tutte le erbe un
fascio: la presenza di uno o più esibizionisti non
autorizza a dire che l’umanità è fatta solo di loro.
Censimento delle energie positive
Non è più rimandabile, infatti, il censimento delle
energie positive: in tutti i segmenti della nostra filiera
(gelatieri, aziende di semilavorati, di accessori e di
attrezzature, distributori specializzati, riviste e fiere)
c’è una grande ricchezza e articolazione di intelligenze,
di capacità d’analisi e proposte, di lungimiranza
strategica e di voglia di comunicare bene.
Con i vessilli delle professionalità, della qualità e
della ricerca dell’eccellenza, la valorizzazione del
gelato artigianale e la sottolineatura delle sue
peculiarità possono chiamare a raccolta e compattare
queste forze positive.
Priorità in cinque punti
Chiedo venia ai lettori per l’inevitabile riepilogo di
alcune priorità sulle quali mi sono dilungato nei
precedenti articoli: l’occasione dell’appuntamento annuale
di Rimini è troppo importante e giustifica questa
ripetizione.
a) Qualità degli ingredienti:
latte fresco e panna di buona qualità; zuccheri di prima
scelta e tecnologicamente avanzati, frutta di buon
livello, paste e semilavorati di eccellenza, cacao –
copertura – nocciole di prima scelta, latte in polvere di
alto valore proteico per i residui secchi.
b) Cartello “trasparente”:
comunicazione chiara, senza equivoci, dell’ingredientistica
al consumatore perché sia ampiamente informato, come
richiede la legge, ma anche perché apprezzi le scelte
qualitative e di massima attenzione del gelatiere.
Anche con le modificazioni in atto, resta fondamentale
affrontare la questione con l’atteggiamento di chi ricerca
la massima trasparenza nel rapporto corretto con il
consumatore.
c) Scelta attenta degli accessori:
i coni (buoni, comodi e differenziati) devono valorizzare
e accompagnare il gelato; ma ciò vale anche per gli altri
accessori (bicchierini, termoscatole, tovagliolini…) e per
tutti gli altri componenti che contribuiscono a dare alla
gelateria la sua immagine vincente di igiene, allegria,
sobria eleganza, creatività, efficienza.
d) Professionalità:
informazione e formazione permanente, conoscenza
approfondita dei prodotti, delle tecnologie, della
legislazione, delle novità; cuore e testa, simpatia e
cortesia.
e) Comunicazione:
quella giusta ed equilibrata, non la rincorsa a tutti i
costi alle novità ad ogni costo e alle mode effimere e
caciarone.
Non è più tempo di farsi distrarre e appesantire dai
seguaci dell’immagine che viene “prima” di tutto e che
“copre” tutto, delle pacchianerie volgari.
Orgoglio, pregiudizio, passa-parola
L’amante del gelato artigianale, il frequentatore fedele
della gelateria, che apprezza la sua atmosfera e ama
gustare i sapori, è colui che fa sventolare questa
bandiera ed è il promotore del passa-parola: è il passato,
presente, futuro del nostro lavoro.
Facciamo in modo che non venga aggredito da dubbi e non
sia aiutato a costruirsi pregiudizi negativi. Se dilaga il
sospetto sulla freschezza non garantita o su una
ingredientistica poco genuina (ricordate alcuni orribili
articoli sui gelati fatti con le polverine?) il
consumatore rischia di perdere la sua spontanea fiducia
nei confronti della gelateria.
Se la propaganda del “competitor” industriale va a
braccetto con trafiletti e articoletti pilotati, infarciti
di basse insinuazioni sul gelato artigianale, si può anche
rischiare un pregiudizio sfavorevole che, come minimo,
limiterà la curiosità, il piacere, la voglia di gustare il
nostro prodotto.
È necessaria un’azione costante di smantellamento di dubbi
e pregiudizi. È il momento di riscoprire e rilanciare
l’orgoglio delle caratteristiche e delle peculiarità
inimitabili del gelato artigianale. Vogliamo parlarne?
(A.M.) |
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