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Gestione

Collaboratori validi, il valore aggiunto
 
Per molti locali l’inizio della stagione equivale spesso ad un calvario: le attrezzature sono in ordine, sono pronti tutti gli ingredienti ed i nuovi accessori, il locale è tirato a lucido, abbiamo deciso le novità dei gusti da proporre dopo che nei mesi invernali, dopo un’attenta ricerca, riteniamo valga la pena introdurre da affiancare alle proposte già esistenti. Allora tutto a posto? No! La nuova commessa che solo pochi mesi prima avevamo assunto e addestrato e su cui puntavamo ha dato forfait.

di Gerry Todisco

   
Patrimonio umano
Per qualsiasi attività il personale impiegato è il bene forse più prezioso per la riuscita di un’impresa. Se è vero che questa considerazione è valida per qualsiasi attività commerciale, per la gelateria dove si opera a diretto contatto con la clientela, lo è a maggior ragione. Infatti comunichiamo la nostra immagine e tutto il nostro essere all’esterno, non solo attraverso la qualità di quanto produciamo e del look del locale, ma anche attraverso la capacità che il team di lavoro possiede nel relazionarsi in modo gradevole e professionale con la clientela. In gelateria il personale maggiormente in evidenza è rappresentato dagli addetti alla somministrazione, indipendentemente che si tratti di gestioni famigliari o si debba ricorrere ad un numero più o meno rilevante di collaboratori esterni, l’attività in gelateria investe i propri collaboratori di un ruolo importante e delicato. Sono loro infatti che rappresentano l’interfaccia del locale con l’esterno, a loro è deputato il compito di comunicare l’immagine del locale. Si capisce a questo punto come il personale addetto alle vendite assume, agli occhi della clientela, un’importanza particolare, tale da influenzare in maniera considerevole la percezione di qualità generale che parte dal prodotto fino al servizio offerto.

In laboratorio
Se pure con sfumature diverse, altrettanta importanza assume il personale che opera dietro le quinte. Al personale che lavora all’interno del laboratorio non ricade il compito di rappresentare direttamente la gelateria, tuttavia come vedremo più avanti, il loro apporto risulta determinante. “Il personale che opera in laboratorio deve essere in possesso prima di tutto di una propria igiene mentale, solo così si avrà nel locale ordine e igiene assoluta” (è il primo comandamento del grande Carlo Pozzi n.d.r.)

Come trovarli?
A questo punto è evidente come il personale, indipendentemente dal fatto che sia o meno a contatto con il cliente, sia un elemento importante ai fini del buon andamento dell’attività. Poter contare su collaboratori preparati è il presupposto indispensabile per il successo del locale. Ma dove reperire manodopera qualificata? Le scuole di formazione rivolte al mondo della gelateria non hanno mai considerato questo particolare e importante aspetto. Peccato! Del resto il lavoro di gelatiere è sempre stato considerato un mestiere che si impara sul campo.

Certo che accollarsi l’onere della formazione risolve il problema solo in parte, nonostante il triste primato della disoccupazione che il paese registra, trovare e fidelizzare il personale è da tempo un problema di difficile soluzione. Ne sanno qualcosa i colleghi che operano nel Nord Europa dove ormai da anni devono scovare manodopera addirittura in Sud America.

Rischio turnover
Il problema di acuisce soprattutto se si parla di personale molto giovane ancora alla ricerca di un’identità lavorativa: orari prolungati, turni domenicali e festivi, lo stesso impegno necessario per questo mestiere, influiscono negativamente, ahimè, sulle decisioni dei ragazzi. Molti di loro considerano il lavoro in gelateria un semplice riempitivo, un modo per non stare con le mani in mano, poi alla prova dei fatti, fortunatamente non tutti, se ne vanno alla ricerca di un’occupazione magari meno redditizia ma dai ritmi normali. Tutto ciò spiega almeno in parte, l’elevato turnover che spesso ci tocca sopportare, poi se si considera che moltissime gelaterie sono stagionali, le fughe del personale sono spesso motivate dalla precarietà insita in questo lavoro. Fatalmente chi riesce a trovare un posto “fisso” magari in una gelateria del concorrente aperta tutto l’anno, non ci pensa due volte a cambiare. Succede anche che un collaboratore “rubato” il mestiere e messo da parte qualche risparmio, decide di mettersi in proprio; ma per questo aspetto legato alla segretazione delle ricette ed altro è un argomento che affronteremo su uno dei prossimi numeri.

Turnover esasperato
Può accadere alle volte di dover operare con un turnover elevato, e allora i costi lievitano, ma non solo, occorre considerare le possibili conseguenze negative che tale organizzazione comporta. Occorre valutare, ammesso di trovare in tempi brevi, chi sostituisca il personale che fuoriesce, che ogni nuovo collaboratore necessita di un periodo di formazione. Inoltre, lo stipendio viene pagato per intero, anche se i contratti di apprendistato o di formazione consentono ancora qualche risparmio.
Non va comunque dimenticato che un’elevata rotazione del personale, in particolare quello addetto alle vendite, rischia di disorientare i nostri clienti e alla lunga può influire negativamente sulle vendite.
 

La somministrazione: un contratto che può piacere ai gelatieri

Nel 2005 ha interessato più di 500 mila persone. Viene ancora chiamata lavoro interinale benché lo abbia sostituito a partire dall’entrata in vigore della Riforma Biagi.

La somministrazione di lavoro consente di utilizzare un lavoratore nel pieno rispetto della Legge soltanto per il periodo di tempo in cui se ne ha effettivamente bisogno e, molto spesso (circa il 40% dei casi), è considerato dagli imprenditori un rapporto di prova che preclude l’assunzione a tempo indeterminato.

Consente ad un’impresa (utilizzatore) di rivolgersi ad un’Agenzia per il lavoro (somministratore) appositamente autorizzata dal Ministero del Welfare per utilizzare il lavoro di personale assunto dal somministratore.

Il rapporto fra l’Agenzia e l’impresa così come quello fra il lavoratore e l’Agenzia viene disciplinato da un contratto tra scritto la cui durata può essere sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato, sia full sia part time.

Oltre a sbrigare tutti gli adempimenti burocratici legati all’assunzione, alla predisposizione della busta paga e alla liquidazione del lavoratore "ceduto in prestito" all’impresa, l’Agenzia si occupa anche di selezionarlo in base ai requisiti indicati dall’impresa stessa.

Dovrebbe pertanto trattarsi di una persona già preparata a svolgere i compiti che le vengono assegnati e, quindi, di entrare subito in produzione.

In cambio del servizio reso, l’impresa dovrebbe corrispondere all’Agenzia lo stipendio del lavoratore, comprensivo dei contributi e di tutti gli oneri previsti più una tariffa che, a seconda dell’Agenzia e della qualità del servizio reso, può variare da un minimo del 15 ad un massimo del 30% del costo del lavoro pagato dall’Agenzia per il lavoratore in somministrazione.

Particolarità

ll lavoratore ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei lavoratori di pari livello e mansioni direttamente dipendenti dall’utilizzatore. Gode quindi delle ferie, della tredicesima mensilità e, se previsto, della quattordicesima maturate.

 Molti imprenditori utilizzano la somministrazione come un escamotage per non retribuire i lavoratori in somministrazione nel periodo di chiusura della loro attività. Per esempio, assumendoli dal 7 gennaio al 31 luglio e, poi, dal 1 di settembre al 23 dicembre.

In mancanza della forma scritta, il contratto di somministrazione è nullo e il lavoratore risulta, a tutti gli effetti, alle dipendenze dell’utilizzatore.
Nei contratti a tempo determinato alla scadenza del contratto, i termini possono essere prorogati con il consenso del lavoratore e con un atto scritto.

A chi rivolgersi per ulteriori informazioni

Confinterim – Confederazione Italiana delle Associazioni delle Imprese Fornitrici di Lavoro Temporaneo – Via Frua 22 – Milano – Tel.: 02/43988124 – www.assointerim.it

Apla – Agenzie per il Lavoro Associate – Corso di Porta Vittoria 28 – Milano – Tel.: 05/5413171 – www.apla.it

Ailt – Associazione Nazionale delle Imprese di Fornitura di Lavoro Temporaneo – Viale Europa 15 – Roma – Tel.: 06/54210608 – www.ailt.it

 
Fidelizzare i collaboratori

Naturalmente è quasi impossibile legare a noi per tutta la vita un buon dipendente e forse è anche un bene in certi momenti. Ma esistono modi su cui operare per far sì che rimanga con noi il puù a lungo possibile. Remunerare adeguatamente e istruire le persone migliori, riconoscere e valorizzare le loro potenzialità attribuendo a ciascuno un’autorità in proporzione al lavoro che svolge sono aspetti fondamentali. Inoltre occorre ricompensare l’abilità e i risultati ottenuti di conseguenza premiando idee e suggerimenti che alle volte questi collaboratori sono in grado di proporre. In pratica si tratta di agire in modo tale che il nostro personale sia soddisfatto non solo dallo stipendio, ma anche da altri valori: ambiente, relazioni interpersonali ecc.

Un lavoro che soddisfa
Poter contare su collaboratori gratificati dal proprio lavoro e di quanto ricevono in cambio, non solo riduce notevolmente la possibilità di fughe, ma influisce sulla qualità e sulla resa del lavoro svolto. Sappiamo tutti, spesso per averlo sperimentato di persona, che quando si fa un lavoro con entusiasmo ci si mette più scrupolo ed i risultati sono migliori. La soddisfazione del personale è dunque una variabile da gestire con grande attenzione, intervenendo attivamente su tutti gli aspetti che necessitano a formarla.

 
 
 
 
 
 
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