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Solo un percorso
professionale e gestionale capace di valorizzare il prodotto
garantisce continuità e successo alle gelaterie artigianali.
La corposa moltiplicazione delle gelaterie
nei recenti decenni è la concreta dimostrazione dello sviluppo
del settore e del successo del gelato artigianale italiano:
contemporaneamente, in una realtà di progressiva saturazione, è
anche inevitabile l’esplosione della concorrenza e della
necessaria lotta per affermarsi e per conquistare quote di
mercato stabili e in crescita.
Possiamo affermare con certezza che la reperibilità del prodotto
artigianale è assai più capillare rispetto al passato, così pure
è sicuramente migliorato il livello medio qualitativo e
l’articolazione dei gusti disponibili.
Il gradimento dei consumatori nei confronti del prodotto è molto
elevato (da una recente indagine condotta dalla Nielsen
commissionata da Aiipa, Acomag e Sigep, l’87% degli intervistati
preferisce il gelato artigianale all’icecream industriale. ndr)
tanto che il gelato artigianale continua ad essere identificato
con “il” piacere, alimento buono, completo, gratificante e
occasione di godimento e di libertà di scegliere.
Purtuttavia non possiamo ignorare che le gelaterie esistenti non
sono omologabili fra loro neppure per la qualità proposta: il
consumatore può trovare gelati ottimi, buoni, discreti, ma anche
scadenti e la cosa non deve sgomentare nessuno, perchè succede
in tutti gli altri comparti alimentari e in generale in tutti i
segmenti del mercato.
Ma è sempre più chiaro che l’offerta delle gelaterie deve essere
di qualità elevata e non genericamente appiattita su un livello
medio, o addirittura medio-basso, cosa che non marcherebbe
differenze significative fra i numerosi locali che propongono
gelato, compreso l’ice cream.
Il gelatiere di oggi ha la irrinunciabile necessità di operare
con parametri alti: scelta e utilizzo competente di macchinari e
tecnologie, conoscenza - scelta - utilizzo di materie prime e
ingredienti composti di qualità, capacità di ricettazione e
padronanza del ciclo produttivo ed espositivo, competenza
commerciale - comunicativa e di relazione, scelta e rapporto con
i fornitori con creazione di una filiera virtuosa tendente
all’eccellenza.
Purtroppo in alcuni casi si presentano situazioni in
controtendenza rispetto a quanto esposto, con locali che
perseguono principalmente obiettivi di risparmio, per esempio
con utilizzo di materie prime e ingredienti composti scelti
sulla base del prezzo più basso possibile, talvolta con
connivenza di fornitori ribassisti non mirati alla
valorizzazione del settore.
Possono giocare fattori assai diversi fra loro: talvolta il
risparmio è ricercato proprio per la scarsa cultura e
professionalità dell’operatore, oppure perché il locale non gode
di una utenza sufficiente per sopravvivere e coprire i costi,
oppure perché l’operatore si è fatto travolgere da un impulso al
rapido arricchimento o perché ha aderito alle sirene di
consulenti e fornitori d’arrembaggio...
Ripetiamo che queste situazioni emergono anche in tutti gli
altri segmenti dell’alimentazione e in generale in tutti i
settori del mercato: i percorsi correttivi sono noti, dalla
informazione - formazione alle verifiche e controlli, dalla
costruzione di alleanze nobili fornitore - operatore -
consumatore alla comunicazione e sensibilizzazione
dell’utenza...
Per la gelateria (ed è ciò che ci interessa nello specifico) la
strada è ancor più obbligata, perché solo raggiungendo il
traguardo di essere riconosciuta come “gelateria di fiducia” da
parte del consumatore si può lavorare con serenità e con la
sicurezza di aver marcato la differenza con gli “altri”.
Siamo convinti che la generica proposta di gelato, oltre tutto
non di qualità elevata, non abbia futuro e che queste opzioni di
offerta appiattita siano destinate a ridursi per smantellamento
e chiusura, sicuramente senza danno per l’immagine positiva del
gelato artigianale (anzi con beneficio, perché il danno deriva
dal rischio di doversi accontentare di un gelato non buono, anzi
talvolta cattivo!).
Importante sarà comunque la possibilità di mantenere una
copertura territoriale sufficientemente capillare, per evitare
scomodi tragitti per potersi godere in pace un buon gelato
artigianale, ogni volta che la voglia ci assale, ovunque e in
ogni stagione.
Il futuro del gelato artigianale è nelle mani dei gelatieri e
degli operatori del settore orientati verso la qualità e
l’eccellenza.
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