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Tempo di ghiaccioli naturali
alla frutta
In estate i ghiaccioli vivono un vero
boom. Decine di milioni di pezzi particolarmente apprezzati
durante i giorni più caldi.
Ma un gelatiere che ghiaccioli
deve produrre per distinguersi maggiormente?
La risposta l’abbiamo affidata alla competenza inesauribile
di
Carlo Pozzi e Riccardo Moro
Carlo
Pozzi:
Condivido con i lettori un mio procedimento che ho utilizzato
per anni per la produzione di ghiaccioli artigianali,
naturali e dissetanti.
Per il servizio fotografico a corredo di questo articolo ho
scelto il laboratorio della nuovissima gelateria Buosi di
Varese: qui infatti la grande passione che i titolari
profondono quotidianamente nel loro lavoro, unita ad una
continua ricerca dei migliori ingredienti naturali, permette
loro di offrire alla propria clientela degli squisiti
ghiaccioli e gelati su stecco, che stanno andando
letteralmente a ruba.
Prima di iniziare a descrivere il procedimento desidero fare
una precisazione: non voglio suggerire alcuna ricetta,
desidero lasciare infatti la preparazione della miscela
all’illimitata fantasia dei colleghi.
Ecco l’occorrente per questo tipo di lavorazione:
1 riempire parzialmente una vaschetta di una
soluzione di acqua e cloruro di calcio: si tratta di un
liquido incongelabile in grado di raggiungere basse
temperature, economico, ecologico e preferibile al glicole
monopropilenico.
È reperibile presso i più qualificati distributori di
prodotti per gelateria o direttamente dai fornitori di
attrezzature;
2 munirsi di uno stampo universale apposito per
ghiaccioli, solitamente composto da 24 forme;
3 dotarsi di un estrattore per bastoncini di legno.
Per prima cosa la vaschetta con il liquido incongelabile va
messa a raffreddare in un armadio frigorifero, in un
conservatore a pozzetto o in un abbattitore, e lì va
lasciata in modo che possa acquisire il massimo della
temperatura negativa.
Di seguito occorre riempire lo stampo per ghiaccioli con la
miscela.
Nel caso si volesse produrre dei gelati su stecco, negli
stampini va messo del gelato fresco, appena uscito dal
mantecatore, e compresso con un’apposita lama di nylon
affinché gli stampi si riempiano completamente. Lo stesso
stampo va poi immerso nella vaschetta con il liquido
incongelabile: facendo questo vedrete come il composto si
rassoderà in un battibaleno.
Tengo a precisare che lo stampo può anche essere messo a
raffreddare senza essere immerso nel liquido anticongelante,
ma in questo specifico caso i tempi si raddoppieranno,
ottenendo il risultato desiderato in 40 minuti o più contro
i 20 necessari al procedimento che suggerisco.
Per mezzo del liquido incongelabile, si risparmierà quindi
tempo e denaro, economizzando anche sui consumi di energia
elettrica.
Per l’estrazione dei ghiaccioli o gelati su stecco dagli
stampi è necessario immergere l’esterno dello stampo in
acqua temperata: potrebbe trattarsi della stessa acqua che
esce dal raffreddamento dei nostri pastorizzatori o
mantecatori.
L’estrazione va eseguita tenendo fermo col pollice lo stampo
dei ghiaccioli e tirando l’estrattore con le altre quattro
dita: in questo modo i vostri personalissimi ghiaccioli
usciranno perfettamente integri.
Tutto questo procedimento (specialmente l’ultima fase
delicata di estrazione) va ovviamente affinato con la
pratica, che verrà col tempo.
Se si tratta di gelati su stecco, una volta estratti dallo
stampo possono essere immersi in una copertura a piacere.
Nelle foto sotto potete vedere le diverse fasi di produzione
del classico ma sempre apprezzato “Pinguino”, ovvero un
fiordilatte immerso in una copertura di cioccolato.
È possibile riporre i ghiaccioli in appositi sacchetti o
esporli in frigorifero dal vivo: nel caso in cui si voglia
creare una scorta consiglio di appoggiare i ghiaccioli su
carta politenata.
Spero di avervi interessato con questo particolare
procedimento, dai risultati garantiti: provatelo, scrivetemi
e ditemi cosa ne pensate.
Con Riccardo Moro al Caffé Gel di
Novi Ligure
Per questo genere di offerta Riccardo Moro, fiduciario
dell’Accademia della Gelateria Italiana per la regione
Piemonte, ogni anno prepara migliaia di ghiaccioli, un
quantitativo notevole ma necessario a soddisfare la grande
richiesta da parte della clientela e non solo durante i
giorni più caldi.
Per velocizzare questa imponente produzione il gelatiere di
Novi Ligure, che tra le sue specialità più “estive” annovera
anche delle ottime granite siciliane, si è dotato di un
importante numero di stampi da ventiquattro ghiaccioli
ognuno.
Il suo procedimento è molto simile a quello illustrato dal
collega Carlo Pozzi nelle pagine precedenti, tuttavia per
l’indurimento della miscela negli stampi Moro preferisce
lavorare solo con l’abbattitore, quindi senza l’utilizzo
dello speciale liquido incongelabile. Del resto, essere un
bravo gelatiere artigiano significa riuscire a
diversificarsi, personalizzando un metodo o una ricetta a
seconda delle proprie capacità e caratteristiche, riuscendo
così ad ottenere un prodotto particolarmente originale. Ed è
straordinario come da procedimenti spesso molto diversi si
possa giungere a risultati estremamente eterogenei,
accomunati però da una grande eccellenza qualitativa. Per
realizzare i suoi squisiti ghiaccioli, Moro per prima cosa
prepara uno sciroppo di zucchero, composto di acqua e
saccarosio nella percentuale del 60%.
Dopo averlo lasciato raffreddare, unisce lo sciroppo con gli
altri ingredienti, ottenendo in questo modo la miscela che
verrà poi inserita negli stampi.
La quantità di sciroppo di zucchero varia ovviamente a
seconda del tipo di frutta che si vuole abbinare, come si
può vedere dalle ricette a fianco che Moro ha scelto di
condividere con i nostri lettori.
Una volta preparata la miscela, la si inserisce negli stampi
e quindi viene lasciata a indurire nell’abbattitore per
circa due o tre ore.
Moro spiega come la sua organizzazione di lavoro prevede la
preparazione dei ghiaccioli generalmente alla fine della
produzione giornaliera, in modo da poterli poi estrarre
dagli stampi la sera stessa o il mattino successivo.
Per l’estrazione dei ghiaccioli, che vengono poi incartati e
sigillati singolarmente, Moro consiglia di immergere lo
stampo in acqua bollente per pochi secondi.
RICETTARIO DEI GHIACCIOLI ALLA FRUTTA
LIME
Succo di lime lt 1,0
Acqua naturale litri 2,5
Sciroppo di zucchero 60% grammi 1.500
POMPELMO
Succo di pompelmo filtrato lt 3,5
Sciroppo di zucchero 60% grammi 1.500
Succo di limone q.b.
ARANCIA
Succo di arancio filtrato lt 2,5
Acqua naturale litri 0,970
Sciroppo di zucchero 60% grammi 1.620
Succo di limone q.b.
CILIEGIA
Ciliegie frullate gr 900
Acqua naturale litri 2,750
Sciroppo di zucchero 60% grammi 1.350
Succo di limone q.b.
ALBICOCCA
Albicocche frullate gr 800
Pasta concentrata di albicocca grammi 100
Acqua naturale litri 2,750
Sciroppo di zucchero 60% grammi 1.350
Succo di limone q.b.
RICHIESTISSIMO IL Ghiacciolo al cacao
CACAO
Sciroppo di zucchero 60% grammi 800
Latte gr 900
Acqua naturale litri 0,700
Cacao amaro in polvere gr 100
Procedimento:
Fare sciogliere a fuoco lento il cacao insieme all’acqua.
Quando il cacao è ben sciolto incorporare il latte e lo
sciroppo, quindi inserire la miscela negli stampi.
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