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Gestione: La Giungla delle tasse

I.r.e.s, I.r.a.p, I.v.a., I.r.p.e.f…

Il Fisco sempre più aggressivo si esprime per acronimi indecifrabili, è complicato e fa continui cambiamenti, le aliquote, i nomi delle imposte, delle tasse e dei contributi, il calcolo dell’imponibile sul quale occorre pagarle etc. Così, non c’è niente da stupirsi se accade anche agli imprenditori più preparati: delegato il proprio commercialista allo svolgimento di tutti gli adempimenti, pagano quello che c’è da pagare e non sanno neanche che cosa hanno pagato.

Ecco allora un sintetico e semplice abbecedario per meglio orientarsi e per sapere, fra imposte, tasse e contributi quali sono i “soci” che assorbono più del 50% degli utili di qualunque attività. I.V.A. E’ un’imposta indiretta: non colpisce cioè “direttamente” il reddito ma soltanto le sue “manifestazioni” cioè i consumi. Grava sul valore aggiunto, cioè sull’apporto di valore che chi lavora conferisce ai beni che utilizza per produrre.

Nel caso di un gelatiere, per esempio, il valore aggiunto consiste nel la differenza fra il prezzo di vendita del prodotto e il costo degli ingredienti e della lavorazione necessari per produrlo. In altre parole, se un chilo di prodotto viene venduto a 22 euro al chilo e produrlo ha un costo di 9 euro, il valore aggiunto per ogni chilo di gelato ottenuto sarà pari a 13 (22-9), la cifra che l’Iva andrà a colpire. L’Iva prevede tre aliquote: il 4% che viene applicato sui generi di prima necessità, il 10% sui servizi turistici e su determinati prodotti alimentari e il 22%, per tutti gli alti (per proseguire con l'articolo accedere al club del gelato).

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