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Alta Classifica: Stancampiano a Palermo

Era l’anno 1975. Le valigie per sorvolare l’Oceano e coronare il “sogno americano”, l’epico american dream erano pronte, quando un’anziana coppia di coniugi mise in vendita un piccolo chioschetto che vendeva gelati in via Notarbartolo, a Palermo, zona residenziale della città. Umberto Stancampiano decise di provarci; rilevò l’attività, allora in perdita, dei due vecchietti e cominciò a produrre gelato. A Palermo, allora, c’era soltanto una gelateria, la voglia di fare e di imparare era molta e serviva l’aiuto di tutta la famiglia. C’era chi sbucciava la frutta, chi la mondava, chi bolliva il latte. Umberto coordinava tutta l’attività e si rimboccava le maniche per cominciare a dare vita alle proprie ricette, sperimentando sul campo, procedendo per prove ed errori, fino a raggiungere il gusto desiderato. Avrà fatto sicuramente un buon lavoro perché i palermitani cominciarono a frequentare quel piccolo chioschetto e a chiedere i suoi gelati.

La partenza per l’America venne cancellata e quel chioschetto oggi esiste ancora. Di quel piccolo punto vendita dove gli avventori potevano consumare i gelati soltanto all’aperto e in piedi è rimasto solo il nome. Perché grazie alla bontà dei gelati di Umberto quella piccola attività è diventata un pezzo di storia della città, il “Chioschetto” di via Notarbatolo 56. 

Oggi il locale è ancora aperto, anche se gli affari hanno avuto un brusco rallentamento a causa dall’inaugurazione, di fronte, di una linea di tram che rende difficile alla clientela l’accesso al punto vendita.

Dopo quarant’anni da quell’esordio, oggi la famiglia Stancampiano continua a scrivere, a Palermo, la storia e la tradizione della gelateria siciliana con l’apertura di un nuovo punto vendita, in via Campolo 94. L’entusiasmo di Umberto Stancampiano, oggi nonno, è ancora trascinante, è ancora lui, infatti, a tracciare il tragitto dell’attività di famiglia che oggi coinvolge, oltre ai figli, anche i nipoti. Nel luglio 2015 apre i battenti lo Stancampiano lounge bar, che si affaccia su Piazza Campolo, a poca distanza dallo storico chioschetto. L’elegante punto vendita è stato progettato dall’architetto Adriano Saramuzza, un apprezzato interior designer della Frigomeccanica di Teramo. Leggermente sopraelevato rispetto al marciapiede, cui si accede salendo qualche gradino, vanta un’area esterna con almeno 40 posti a sedere, decorata con fioriere e piccole lanterne, ed una interna con un’altra trentina di posti. L’illuminazione del locale, raffinato nelle scelte cromatiche e curato in ogni dettaglio, ricrea un cielo stellato con piccole luci, incastonate in un controsoffitto e impreziosite da cristalli di Swarovski.

Per l’aperitivo le luci diventano soffuse per un’atmosfera più calda, i clienti all’interno hanno a disposizione anche una tv con un maxi schermo. Il lounge è una “macchina da guerra” aperta dalle cinque e mezza di mattina alle tre di notte (le quattro il sabato). Per i clienti a disposizione, quindi, la caffetteria e i dolci per la colazione, proposte per un pranzo veloce e per la cena, comprese le pizze.

All’ora dell’aperitivo anche tante proposte stuzzicanti per accompagnare i cocktail - preparati da una brava bartender al femminile che ha vinto anche un concorso del settore - decorati con bellezza e originalità.

Punto di forza del lounge rimane comunque la produzione di gelateria, attiva tutto l’anno, che si fregia del nome della famiglia che in città è sinonimo di buon gelato artigianale.

D’estate i gusti proposti sono 48 e scendono a 30 in inverno, esposti in due vetrine di grande effetto. A richiesta i coni e le brioche sono decorati con le fragoline, l’antica “firma” del chioschetto, ricoperte di cioccolato, bianco o nero, granelle di nocciola e piccole cialde. 

Ai gelati, nelle loro declinazioni - dalle classiche “bombette” siciliane, ai conetti di gelato fino alle torte e ai tronchetti - si affiancano le granite siciliane, proposte in diversi gusti.

Nella gestione dei due punti vendita, il lounge e il chioschetto, è coinvolta tutta la famiglia.
In aiuto del maestro Umberto ci sono, infatti, il fratello Giovanni, la moglie Maria e tutti i figli: Tania, Francesco, Nicola e Marcella. A loro si è aggiunta la terza generazione familiare, composta dai nipoti. A raccontarci la storia della famiglia Stancampiano è Tania, una delle figlie di Umberto.“Avevo dieci anni quando ho cominciato ad aiutare mio pa- dre nella gestione del chioschetto – dice Tania -. Quaranta anni fa produrre il gelato era molto più faticoso, non avendo a disposizione gli strumenti di oggi. Fare il gelato era un lavoro di braccia, dallo sbucciare la frutta al mescolare le miscele. 

I pastorizzatori non esistevano e quindi il latte veniva bollito. Abbiamo cominciato con i pozzetti e due macchine del gelato, rilevando quel piccolo punto vendita grazie alla firma di cambiali. Per tentare di fare decollare l’attività lavoravamo 24 ore su 24 ed eravamo sempre aperti. Ero una ragazzina e avevo due amiche inseparabili, venivano a trovarmi al locale e mettevamo a lavorare anche loro, a sbucciare frutta o a spremere limoni. Nella preparazione delle miscele mio padre ha sempre utilizzato ingredienti genuini, dal latte alla frutta fresca, ha cominciato la produzione da autodidatta, bilanciando, provando e riprovando fino al raggiungimento della miscela per lui perfetta”.

Tania divenne il braccio destro del padre, imparando sul campo anche lei a fare il gelato. “Ricordo ancora – continua - che lo accompagnai per partecipare ad un concorso di gelateria, a Vibo Valentia. All’arrivo scoprimmo che le competizioni erano due, una dedicata agli uomini e una alle donne. Mio padre insistette per farmi iscrivere e vinsi il primo premio: un’emozione incredibile e inaspettata”.

E da allora che Umberto Stancampiano si dedica totalmente ad elaborare ricette per produrre un ottimo gelato aggiungendo soltanto ingredienti semplici e naturali come il latte, lo zucchero e la frutta fresca.

Oggi sulle orme del maestro ci sono il nipote Umberto Di Caccamo e il cugino Salvatore che seguono il laboratorio. Tra i gusti proposti, ovviamente non mancano i grandi classici, cui si affiancano i gusti che seguono le mode e le tendenze del momento, come quelli dedicati ai bambini fino allo yogurt e ai gusti di gelato alla soia, per gli intolleranti. I celiaci qui trovano un locale molto attrezzato: dal gelato alle brioche, dai coni ai waffel cui presto si aggiungeranno i toast che Tania sta sperimentando a casa, finché non riuscirà a dare vita alla ricetta più gustosa. 

“I gusti classici – spiega Tania – rimangono i più richiesti, ma i giovanissimi chiedono sempre più spesso crepe e waffel con gelato, piuttosto che i più semplici coni o brioches e amano arricchirli con topping e decorazioni. Tra queste continuiamo a proporre le fragoline, seguendo la tradizione del chioschetto che farciva le brioche con panna e fragoline"

Tra le proposte di gusti classici non mancano ovviamente la zuppa inglese, il pistacchio, il croccantino all'amarena, la fragola, fatta con le fragoline di bosco, il cioccolato di Modica, la liquirizia, e tutti i gusti di frutta di stagionne, dall'anguria al melone, dal limone al mango, dall'ananas alla pesca, al cocco. 

Creme particolari: la Baciata, la Setteveli, la Pistacchiosa (cioccolato bianco, pistacchio e crema di pistacchio) e ancora la Spagnola, il biscotto e la cannella. Specialità della casa Stancampiano un gelato a base di fior di latte, fragola, fragoline e croccante. Al lounge lavorano una ventina di persone, per i golosi, qui, la sosta è d'obbligo: dalle creazioni di pasticceria classica alle torte - tra le quali vanno forte il "Peccato di gola" con cioccolato bianco e amarena e la cheese cake - dalla mousse alle creper e ai waffel, l'offerta è davvero ampia. Chi varca la soglia del locale ha solo l'imbarazzo della scelta: dolce, salato, mignon, tutti conditi con una passione e una determinazione che da oltre 40 anni vede questa famiglia unita nalla costruzione del proprio futuro.

 

 

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