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Gestione: I collaboratori

Che ci si avvalga per tutto l’anno o per una sola stagione, i collaboratori sono

i primi a relazionarsi con i clienti, tanto che il loro comportamento può esse- re considerato il biglietto da visita del locale.
Essi hanno un ruolo determinante per il successo di una gelateria, ed è per questo che occorre sceglierli con cura, riducendo il più possibile i margini di errore in fase di valutazione.
Per farlo occorre, prima di tutto, avere un’ampia rosa di candidati da valutare e poi prepararsi per la selezione; ecco una rassegna di ciò che occorre sapere per poter contare su personale adeguato, senza contare soltanto sulla buona sorte.

I canali di reclutamento: conoscerli per utilizzarli 

I canali attraverso i quali è possibile costruirsi un data base di potenziali collaboratori, e, quindi, di curricula da valutare per poter fare una prima scrematura, sono diversi. I dati Isfol – Plus 2014, una delle più autorevoli fonti a livello nazionale, sui canali di intermediazione quantificano quali sono i più efficaci fra coloro che hanno trovato un’occupazione. Continua a garantire i migliori risultati (33%), spargere la voce fra amici e conoscenti. 

E’ opportuno, quindi, con un congruo anticipo, far sapere ai propri collaboratori, ai parenti, ai vicini di casa e ai titolari dei punti vendita che si trovano in prossimità del proprio laboratorio che si sta cercando qualcuno. Per risparmiare tempo ed evitare di essere messi in contatto con persone che non fanno al caso proprio, è consigliabile dettagliare con precisione le mansioni da svolgere, gli orari di lavoro da osservare e gli eventuali requisiti che dovrebbe possedere il candidato ideale, come, per esempio, avere già avuto esperienze in mansioni analoghe. 

Il 20,4% delle persone che hanno trovato un lavoro ha utilizzato l’autocandidatura, ha cioè inviato spontaneamente il proprio cv o attraverso i siti delle aziende o proponendosi direttamente di persona, con una mail o per posta all’indirizzo dell’azienda. Inevitabile, quindi, costruirsi un proprio archivio da cui attingere quando si tratta di effettuare dei colloqui, tenendo presente che, dopo un certo lasso di tempo dalla candidatura che, approssimativamente, si può quantificare in sei mesi, le persone possono non essere più disponibili al lavoro poiché hanno già trovato un altro impiego. 

Il ricorso alle agenzie di somministrazione è efficace per il 5,6% dei lavoratori, per un gelatiere può trattarsi di un canale da valutare, soprattutto per i vantaggi che presenta. 

Nei costi del servizio di reclutamento, che variano in funzione dell’agenzia a cui ci si rivolge (fra l’una e l’altra ci può essere una variabilità del 20%) è compresa anche la selezione che, di solito, viene effettuata da esperti sull’ampia rosa dei candidati possibili inseriti nel loro data base costantemente aggiornato. Gli oneri burocratici a carico dell’utilizzatore del personale in somministrazione, vengono inoltre espletati dalla stessa agenzia, considerato che il lavoratore resta un suo dipendente che, a tutti gli effetti, viene ceduto in affitto all’utilizzatore. Nel caso, quindi, sia impossibilitato a recarsi al lavoro, sarà compito della stessa agenzia sostituirlo. Una volta collaudato, in ne, se lo si riterrà opportuno, sarà possibile, scaduto il contratto con l’agenzia, assumerlo direttamente, sapendo quindi quali sono le caratteristiche che presenta. Gli annunci sulla stampa o sui siti il cui scopo è far incontrare domanda e offerta di lavoro, come infojobs.it in media, collocano il 2.6% dei lavoratori, i centri per l’impiego il 3,4%, perlopiù appartenenti a categorie protette. Se si decide di pubblicare un annuncio sulla stampa locale o sui siti, il consiglio è formularne uno che sia: breve e inciso, con esplicite informazioni sulla posizione ricercata e sulla tipologia contrattuale come, per esempio, assunzione con contratto stagionale. Al di là di questi canali più ‘ufficiali’, per reclutare i propri collaboratori, è possibile utilizzarne altri, anche in base a quello che suggerisce la propria creatività e al luogo in cui ci si trova. Rivolgersi alle associazioni di categoria, per esempio, alle aziende di formazione professionale presenti sul territorio, mettere un apposito cartello nel proprio punto vendita, sfruttando il passaparola fra i clienti, contattare i presidi degli istituti alberghieri, per entrare in contatto con i neodiplomati, e affiggere un avviso nelle bacheche delle vicine università. 

 

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